Papa Francesco e l’ appuntamento con l’ angelo
21 Aprile 2025Papa Francesco è morto. Morto nel tempo del risorgere, cose che pongono pensieri agli uomini del mondo che pensano di essere eternamente vivi e non corridori della corsa del vivere che ha traguardi
Che insegna un Papa? Lui ci ha portato una cosa che non conta, non contava, la misericordia. Sì, l’ idea che abbiamo accantonato di sentire possibile l’ altro, l’ altrui che ha odore sgradevole, azioni non grate, non ha gratitudine.
La misericordia significa che l’ altro non è indifferente all’io.
Ho capito cosa è il senso di interrogarsi non ad essere buono, ma ad essere in empatia con il mondo della sua gente e con Dio nella medesima vigna.
Empatia con un mondo sempre più solo ove ciascuno si sente oltre Dio, si sente sopra Dio. Poi Dio per chi, come me, non pensa che ci sarà compenso a questa vita ma solo la forza di questo vivere, è un senso di appartenenza al proprio mondo, di vita immortale nel medesimo pensiero che sopravviverà a me, a ciascuno di noi.
Francesco veniva dalla fine del mondo, veniva dallo sprofondare che porta la miseria. Era migrante, era emigrato. La faccia da italiano d’ Argentina, come canta Fossati, tornato a Roma dal mondo in cui l’ ingiusto lo aveva cacciato.
Poi, personalmente, sentivo la vicinanza che provano i bimbi per chi come loro è allevato dai nonni, siamo memorie in vita, nati più vecchi degli altri, più testimoni degli altri saltando una generazione.
Così senti i sapori di altri dolci, preghiere che sono nenie.
Il Papa è morto, proprio poche ore fa mi trovavo a dire “tutti pensavano morisse, invece vive”. Viveva, viveva, ma non vive più.
Così quando il suo popolo festeggiava, dopo il risorgere, la vita del lunedì dell’ angelo, un angelo del Signore si è preso il capo degli uomini.
Come fai a capire i disegni di Dio? Ha fatto morire il figlio.


