Borgo Faiti, le linee e il dosso
25 Aprile 2025Borgo Faiti è una linea di case davanti ad un canale pure lui in linea, come è in linea l’ Appia. Davanti Foro Appio dove San Paolo riposò un poco nell’ impegno di dare agli uomini una fede.
Si chiama Faiti non di suo ma per un posto, Dosso Faiti, che oggi sta in Slovenia, dove italiani e austriaci si massacrarono durante la prima guerra mondiale. Qui oggi si è celebrato ufficialmente il 25 aprile festa della liberazione a Latina. Tante parole per un senso che si cerca, tra i nomi dei caduti del monumento che è lì, alla voce civili c’è il nome di mio nonno, Graziano Bergamin, morto a Piazza del quadrato sotto le bombe. È l’ unico ricordo di lui di cui non si è mai trovato neanche il corpo.
Le autorità parlavano, fitte, pareva che… Io non ho la verità in tasca vedo un posto piatto, in linea che si chiama come un dosso, vedo che la vita, la storia, è un balzo. Al Faiti da bambino ci andavo a prendere la farina al mulino, bianca candida. Al Faiti c’era gente che conoscevo della stessa velocità del fiume. Un posto dove c’era questo paradosso del dosso e nel dosso i morti di una guerra che mangia gli uomini e non lascia buone sensazioni. Il sindaco di Latina , Matilde Celentano, parla di nazione per dire paese, stato, Patria. Io dico che sarebbe bello soltanto il passo che qui potremmo dire che mio padre e mia padre ci fecero il pranzo di nozze qui e ora capisco perché, per la presenza di mio nonno che non ci poteva essere ma avrebbe voluto starci.
Perché vi ho scritto questo? Perché il 25 aprile è una gran festa pubblica ma per me restano dolori privati, paure ancestrali e un senso di essere solo che fa ribaltare lo stomaco. Ma cosa volete farci era una piana, lungo un canale ritto, su una strada ancor più ritta ma lo hanno chiamato come un dosso dove si moriva.


