Al Goretti operano con successo una signora di 97 anni: il diritto alla speranza

Al Goretti operano con successo una signora di 97 anni: il diritto alla speranza

29 Aprile 2025 1 Di Lidano Grassucci

E, per favore, non lasciatevi rubare la speranza! Non lasciate rubare la speranza!

Papa Francesco

 

 

Vi racconto una storia che forse neanche è “giornalistica” nel senso che abbiamo noi giornalisti di raccontare sempre il nero del mondo e mai la luce. Facciamo tutto nero come le vacche nella notte e invece le mucche sono pezzate, bgrine alpine, o chiare di Maremma. la storia è nella “speranza”, tutti ci poniamo in ossequio a Papi che parlano di “speranza”, alla speranza che è in noi di domani ma poi… poi cominciamo a pensare al nostro “particulare” e la speranza diventa esclusa e non praticata. La storia si svolge al Santa Maria Goretti, l’ospedale di Latina. Ha a che fare con la maestria (avere mano) dei medici, con la senectute, la vecchiaia, sull’idea del tempo da vivere e di che investimento è risciare la morte per chi di tempo ne ha poco. Ma poco che senso ha, viviamo a èpieno ogni istante che non è mai poco e mai troppo è l’istante in cui viviamo. Ve la faccio raccontare da loro, dai medici, che dentro hanno anche il “distacco” della conoscenza, della sapienza e delle mani, ma anche una coscienza

IL RACCONTO

La sera del 24 aprile una anziana signora di 97 anni è giunta al Pronto Soccorso del SM Goretti con un
quadro di addome acuto ed in condizioni generali gravemente compromesse.
La TAC, subito effettuata, ha mostrato una perforazione intestinale con la presenza di peritonite diffusa. La
paziente, nonostante l’età, ha da subito manifestato l’intenzione di voler essere curata anche a costo della
vita. Quando è giunto da Roma il figlio – contattato nel frattempo dai medici – la signora ha confermato di
volersi sottoporre ad intervento chirurgico nonostante l’elevatissimo rischio.
Pertanto, dopo gli accertamenti preoperatori, la 97enne è stata sottoposta ad un delicato intervento che ha
rilevato la presenza di una perforazione intestinale dovuta ad una diverticolite acuta.
La rapidità di esecuzione dell’intervento, durato all’incirca un’ora, associata ad una anestesia “ritagliata su
misura” (in quanto l’anestesia generale, per ovvi motivi, non sarebbe stata praticabile) ha consentito il
successo della procedura ed una rapida ripresa della paziente, che a breve sarà dimessa dal Reparto di
Chirurgia.

L’equipe era così composta:
– Chirurgo operatore: Daniel Sermoneta (nella foto di copertina)
– Chirurgo aiuto: Cristina Maggioni
– Anestesista Giorgio Panfili
– Medici di Pronto Soccorso: Francesca Bononi, Alberto Lombardini
– Strumentista: Anna Lucia Palombi
– Infermieri di sala: Luca Di Nardo, Giovanna Arenare

Ve l’ho raccontata essenziale, anzi, l’ho fatta raccontare per capire anche come si prendono le decisioni in ospedale al confine tra il vivere e il morire, tra il vincere in una guerra tutta da combattere e nel perdere in una guerra non combattuta. A 97 anni la vita è la stessa che al nascere, bisogna provare e… la medicina difensiva non esiste, esiste il dovere della cura, la speranza costi anche il rischio. Vi ho fatto raccontare di medici, di pazienti, di vita ma volevo solo dire che l’ospedale salva, salvare fino a che si può e oltre.