L’isola che c’è, ma isolata: il miracolo basket e pro loco. Morire di solitudine forse anche no

L’isola che c’è, ma isolata: il miracolo basket e pro loco. Morire di solitudine forse anche no

19 Luglio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Il centro è finito, intendo il centro storico di Latina.

Sì, parlo dell” isola pedonale. Premetto: a me non piacciono le isole, troppa acqua intorno, troppo “isolate” dal mondo. Amo i ponti che legano il mondo, la locomotiva che mi porta lontano e l’automobile che non ha confini

Quando corre Nuvolari mette paura…
perché il motore è feroce
mentre taglia ruggendo la pianura
Gli alberi della strada
strisciano sulla piana,
sui muri cocci di bottiglia
si sciolgono come poltiglia,
tutta la polvere è spazzata via!

….

Con l’ “Alfa” rossa fa quello che vuole
dentro al fuoco di cento saette!

Lucio Dalla, Nuvolari

L’Alfa rossa è il sogno veloce in un mondo che era fermo come l’albero di noce davanti al mio portone

Le isole mi soffocano, sono nato su colline che danno sul piano e nessun ostacolo, nessuna isola.

Le auto? Cosa può essere meglio della libertà di avere un motore con tutto il mondo intorno.

Ora Latina pensa di esserti fatta bella, grigia, con fiori e ulivi, con linee ritte e cubi perfetti a dispetto delle pendenze do scolo dei marciapiedi, dei vasi che stanno sulla schiena d’asino della strada.

Così è che il nodo non è se è bella l’isola è che sono tristi le isole, terraferma mancate, fori abbandonati.

In centro a Latina manca ormai la vita, i rendering dei progetti del centro sono più vivi della vita stessa del centro. Servono ragioni per avere un salotto, altrimenti facciamo come gli italiani ubriachi del boom economico che si facevano sale da pranzo enormi destinati ad essere per sempre senza mai un “sedente” con il cellophane destinato all’eternità.

Non so se il centro di questa città sia bello o brutto, so che resta vuoto al netto dello sport, e delle notti rosa che sono come se dire che la notte muore nel suo buio con i fulmini del temporale nel cielo nero e non con il sole del mattino.

Serve la gente, il mondo vivo, non l’isolato silenzio dei cimiteri.

Dice: vuoi un isola? Direi almeno una penisola se non un continente.

Però è bello che Passamonti (villaggio dello sport a piazza del popolo)  e la Pro Loco di Fabio Fanelli (notte rosa) abbiano cercato di fare dell’isola almeno un posto in cui poter sbarcare e pensare ad un ponte come tra Scilla e Cariddi, come quelli di Roma sul Tevere

E i ponti fanno passare la gente tra le sponde, e ogni sera 2000 persone vedono giocare a basket, a padel, a Pallavolo e nelle strade del centro a cercare il fresco delle notti di luglio altre migliaia. Migliaia a guardare mirabilia negli angoli di strada sorpresi, gli angoli, di non esser soli.

Ecco, il centro è vivo se dentro c’è una ragione per viaggiare sin qui. Se c’è una Alfa rossa su cui provare l’ebrezza della velocità, la sensazione della felicità.

Notte rosa e villaggio dello sport sono la prova che sui mobili della sala devi giocare a burraco o a scopa, devi bere spumante o vino, fare briciole, la bestemmia non è il bello o il brutto ma la noia.