Massimo Rosolini “cede” al telefonino, cede anche lo stile british

Massimo Rosolini “cede” al telefonino, cede anche lo stile british

24 Luglio 2025 0 Di Lidano Grassucci

Massimo Rosolini è un britannico che si è perduto a Latina.

Vicino a lui senti il Tamigi e non il canale delle acque medie.

Con lui guardi l’ora ma non nella torre civica di Latina ma direttamente dal Big Ben.

Eppure in questa città lui ci sta come sta al posto suo il lupo nel bosco.

E’ architetto, è stato presidente dell’ordine e vive nel suo ordine, assessore comunale, famoso per non rispondere al telefono lo trovo davanti al bar Mimi’ che si gode il far della sera giocando con un Samsung.

Dico “Massimo ma immaginavo avessi un Brondi”.

Lui ride : “ma mica rispondo al telefono, ci scrivo”.

E’ uomo di lettere, figlio di quel cenacolo di socialismo liberale della libreria Argonauta di Massimo Passamonti, mente sottile di pensiero complesso della giunta di Vincenzo Zaccheo mise un garofano rosso alle nostalgie.

Massimo è capace di sottili giri dialettico si è perduto dietro un telefonino, l’ultimo resistente di una cultura fatta di parole parlate da vicino, di passeggiate lente per salutare la gente ha ceduto al telefonino, allo smartphone.

Massimo questo lo scrivo” .

Lui si mette in posa con il telefonino. Io lo fotografo e come fecero gli inglesi all’ Amba Alagi con Amedeo Duca D’Aosta che comandava gli italiani in Africa orientale italiana, gli rendo l’ onore delle armi.

Tra breve risponderà anche alle chiamate telefoniche