Latina e il suo delirio contro gli alberi: la “dealberazione” urbana
17 Settembre 2025Latina ha una amministrazione ragionieristica, ogni è cosa impossibile perché non ci sono i soldi. A memoria d’uomo non è mai esistita una amministrazione con i soldi, ma sempre amministrazioni capaci di far funzionare le cose.
Hanno tagliato gli alberi, i pini in via Epitaffio. Bene, dice che erano malati. La via Appia era bellissima con i pini da Cisterna a Terracina, li stanno tagliando e alcuni sono venuti giù nei giorni di tempesta. Ora al padiglione Porfiri del Goretti, luogo di cura del dolore c’era una pineta che ti rilassava, ti creava l’intimità del dolore, l’hanno tagliata è una spianata vuota.
Ma il nodo non è il taglio, le piante vivono, crescono e muoiono, ma è il non ripiantarle. E’ il processo di dealberazione urbana. Dice che i pini creano problemi al fondo stradale con le radici, piantiamo altri alberi, ma piantiamoli.
Gli alberi poi, con il progetto ossigeno della Regione, manco costano se non lo sforzo di piantarli, ma piantiamo per il futuro della città, per renderla migliore. Invece? Si parla di urbanistica, di cemento, di fare ancora più appartamenti.
Nel mondo si fanno investimenti nel verde urbano, qui da noi si elimina. Piantare gli alberi sarebbe una scelta saggia, ma a noi interessa litigare per le antenne. Ribadisco che sarebbe bello fare un piano degli alberi mettendo insieme competenze trasversali: penso all‘Istituto agrario San Benedetto, alla Fondazione Caetani di Ninfa, alla Coldiretti, alla Confagricoltura, ai vivai Aumenta, al Parco nazionale del Circeo, al consorzio di Bonifica con le linee frangivento, che insieme al Comune, alla Provincia cominciano a discutere di “rialberare” la città. Sarebbe figo, ma intanto qui tagliano tutto e tutto tace.
Foto: Francesco D’Erme



È uno scempio organizzato senza criterio, non voluto dai cittadini ma da chi non ha alcuna logica ambientale e di decoro urbano. Ricordate la piazza del popolo di diversi anni fa’ con i suoi meravigliosi alberi ??? Io la ricordo da bambina quando con la mamma ci recavano al mercato coperto (altro rudere oramai dimenticato da tutti) e l’attraversavamo con que suoi abeti che toccavano quasi il cielo. Ora e solo una triste aiuola senza carattere. Così saranno le nostre strade e i nostri parchi???