Le patrie di Kurt Rosenberg, nascere polacco ed ebreo nella Europa disumana e diventare anche italiano

Le patrie di Kurt Rosenberg, nascere polacco ed ebreo nella Europa disumana e diventare anche italiano

25 Ottobre 2025 0 Di Lidano Grassucci

Ho presentato, giovedì scorso al Circolo cittadino di Latina, il libro di Ugo Rosenberg che parlava della vita-storia di un ragazzo nato sfortunato (ebreo e polacco all’ inizio del secolo scorso non era una passeggiata di salute) ma con una certa propensione a incontrare la fortuna.

 

La fortuna sotto le mentite spoglie di un soldato russo distratto, un contadino d’ Abruzzo a cui un soldato polacco aveva salvato la vita al figlio, o una ragazza austriaca che da una mano come può.

Lo presento da sionista per parlare di Kurt Rosenberg il padre di Ugo, che era sionista anche lui nell’ idea che una “Patria” è bisogno del vivente e se il vivente è ebreo è una Patria che costa caro, caro. C’è è Stalin, Hitler, la “persecuzione” della borghesia polacca, l’ olocausto degli ebrei, gli ustascia croati, le croci di ferro rumene e fate voi. Il tutto in quel caos della storia che fu la tragedia della guerra europea del ‘900, la seconda.

Una vicenda incredibile che ha un epilogo incredibile, un uomo, Kurt , che ha tre patrie alla fine del suo girare nella tragedia tra nascita “sfigata” e vita che resta attaccata un attimo prima della morte.

Kurt è polacco, combatterà anche con l’ esercito della Polonia libera in Italia e il giorno della sua sepoltura a Roma, il console polacco lo verrà a salutare con una corona rossa e bianca.

Kurt è israeliano è figlio del sogno di ritorno a Sion ed è israeliano.

Kurt è’ italiano perché qui nel caos del tempo ha incontrato i “cafoni” di Ignazio Silone che, come diceva lui, sentono nel perseguitato la loro persecuzione, vedono non l’ ebreo, il polacco, ma la fame di vivere tra montagne in cui c’è poco per vivere.

Ecco questo mi è parso e Ugo ogni tanto piangeva per ricordo che senza questa storia lui non sarebbe qui. Non riesco a interrompere il suo racconto , sullo sfondo la foto di Kurt Rosenberg e Papa Giovanni Paolo II che era vissuto a 50 metri dalla casa di Kurt. Un cattolico e un ebreo: quel cattolico polacco che entro’ in sinagoga, da guida di tutti i cattolici del mondo, e saluto non da capo di una Fede diversa ma da fratello minore.

Due fratelli, sarà stato contento il loro Dio che poi è lo stesso Ringrazio Giusi Pesce che ha voluto questa presentazione, ringrazio Irene Baratta e chiedo scusa della mia figlia di quella malattia che mi ha trasmesso mia nonna Pippa, di inseguire le storie. Ringrazio l’ associazione “Una scelta per Davide, Latina amica di Israele”.

PS

Nella storia c’è anche un Podestà d’ Abruzzo, Roberto Castracane podestà fascista di Villa Santa Maria  che salva due ragazze ebree, e ferma la sua coscienza prima della  ultima fermata dell’umanità , poi è terrore. Oggi sta nei giusti tra le nazioni: buoni e cattivi sono nelle file diverse mai nella stessa fila.