Corso Matteotti da via Oberdan e il cimitero dei tronchi morti
24 Novembre 2025Il dettaglio è importante quanto lo è l’essenziale. Quando è inadeguato, distrugge l’intera creazione
Christian Dior
Cammino su corso Matteotti a Latina, nella parte finale che da via Guglielmo Oberdan porta a Piazza del Popolo. Popolo e Oberdan sono il primo il “sovrano”, il secondo un eroe dell’irredentismo (poi era pure socialista e mi sta simpatico mi è compagno). Cammino su un marciapiede così sciatto nella sua pavimentazione da apparire vuoto., Ecco è vuoto poi guardo la fila di pali tra quelli dei segnali e quelli dei lampioni e mi pare tutto un groviglio di niente a fronte di negozi puliti e pieni di luce.
Resta qualcosa che stona, poi capisco che al brutto si aggiunge la bruttezza di alberi che furono e che ora sono “mozziconi” di se stessi, cadaveri in forma di tronchi, o i loro siti microstagni in attesa di rane che non verranno. Un albero resiste “cacciando” foglie nuove anche se il suo spazio è stato cementato. Come se una furia antialberista, una setta contro gli alberi, un comitato promorte, avesse scientemente cancellato la vita e fatto divenire tutto uno spettacolo postatomico.

Eppure basterebbe picco e pala, la buona volontà, gli alberi da ripiantare a costo zero dai vivai pubblici e… vi immaginate gli alberi vivi su questo tratto di strada? Una cura di un particolare che cambierebbe tutto, poi guardo dietro tre “panettoni” di cemento appoggiato al muro e dimenticati pieni di lattine, bicchieri di plastica e altri rifiuti nel silenzio di centinaia di cucchiai di plastica che ostruiscono la grata dove dovrebbe defluire l’acqua del marciapiede.
Così è Latina in questa scelta di morte, tronchi che furono alberi, aiuole cementato e sono solo 30 metri di strada, bisognerebbe saper amare la bellezza per guardare i particolari.

Tanta tristezza in 30 metri solo, che brutto essere brutti, peggio è essere trascurati.


