La mozione dei pompelmi a Latina/ Ciolfi e opposizione “vietano” Israele e quelli della Lega non possono scrivere libri: i deliri dei buoni
3 Dicembre 2025Felice chi è diverso
Essendo egli diverso.
Ma guai a chi è diverso
Essendo egli comune.
Sandro Penna
Prendo due episodi che accadono oggi in questa città di provincia. La provincia è un luogo dove ci si conosce tutti e il suo vantaggio è che esiste il senso del ridicolo e l’ironia che ci salva dalle inutili cattiverie della città
Il primo dato mi riguarda: in consiglio comunale si discute una mozione delle opposizioni a prima firma di Maria Ciolfi in cui si chiede ai consiglieri di sospendere “ogni forma di collaborazione” istituzionale e commerciale con Israele. Vero, proprio così. Dopo l’accoglimento di tale intendimento i pompelmi spariranno dal nostro orizzonte e questo farà collassare Israele e salvare tutti i palestinesi (che lo sanno anche i bambini sono solo bambini).
Pare che a Gerusalemme regni uno stato di ansia, come faranno a vivere senza Latina? Pensate che verrà bloccato anche il possibile collegamento (si chiede la fine dei rapporti istituzionali) con il consiglio comunale di Latina e quindi Benjamin Netanyahu non potrà sapere cosa ne sarà del canale Moscarello, del ponte di Gnif Gnaf, delle buche in via Epitaffio.
Si aggiunge che non vogliamo forme di gemellaggio con Israele e nell’euforia antisemita arriveremo a vietare, con delibera di consiglio comunale, ai Sermoneta, ai Piperno, ai Cori, ai Terracina, ai Roccasecca, ai Fondi, ai Sonnino di usare i loro cognomi a meno che non si “cristianizzino” o “musulmanizzano”, possono anche diventare sufi.
Addirittura vanno cambiati i libri di Storia per via di quel Sidney Sonnino che osò da ebreo con nome pontino esere primo ministro italiano tra 19006 e 1910.
Pare che cancelleranno anche il ricordo delle sinagoghe di Sermoneta, di Fondi e chiuderanno il cimitero ebraico di Sezze e ogni segno del popolo già deicida ora anche genocida, salvo piangere il giorno della memoria agli ebrei che sono passati per la canna fumaria senza colpo ferire che è l’unico loro diritto.
Tagliare i rapporti con Israele anche istituzionali, quindi chiuderemo l’antica ambasciata di Latina a Tel Aviv, e apriremo una legazione a Gaza, inviando la nostra eroica polizia locale a difendere il sud del Libano e Gaza stessa dai sionisti cattivi.
Perché il mondo è diviso tra cattivi e buoni e i cattivi sono quelli diversi da noi che abbiamo l’esclusiva delle lacrime, i cattivi sono gli ebrei ma mica da ora, da allora da quando uccisero Cristo che, però, non fu mai cristiano ma era ebreo pure lui.
Poi si presenta un libro “Il gender esiste: giù le mani dai nostri figli” di un deputato leghista Rossano Sasso lo si fa in teatro comunale. Non entro nel merito, sono liberale, e quando noi socialisti, radicali, liberali lottavamo per le libertà civili in tanti pregavano la grazia di Dio e tutto era peccato o volevano fare come la Russia, e quindi per noi ciascuno può essere ci
ò che si sente di essere nel diritto sacrosanto alla felicità, ma chi la pensa diverso deve poter dire, scrivere, presentare i suoi libri.
Giovannino Guareschi ha scritto un episodio bellissimo nella saga di “don Camillo e Peppone”, di quando la maestra, anzian e in punto di morte, si fece promettere dal quel “somaro” del capo dei comunisti e sindaco Peppone (dopo avergli ricordato che doveva fare le aste, di essere seppellita con “la sua bandiera).
Ebbene, la maestra era monarchica, Peppone comunista, non si poteva. In consiglio comunale tutti, i democristiani in prima fila non diedero il loro consenso. Peppone si alzò e disse “Il consiglio comunale ha votato ad unanimità di vietare l’uso di simboli della reazione e della conservazione nei funerali… “. Si ferma, guarda tutti poi aggiunge: “Ma qui comandano i comunisti e i comunisti dicono che ciascuno ha diritto ad essere sepolto con la sua bandiera”.
Si vede poi Peppone con il fazzoletto rosso al collo che regge la bara della sua maestra e piange, sulla bara la bandiera monarchica…
Questo è essere civili, umani, non far parlare chi è diverso perché é lui è diverso, è stupido


