Giorno della memoria e il sionismo di un “cocciardo”
27 Gennaio 2026I miei amici si ostinano in consigli “ma chi te lo fa fare?”. Che debbo dire, nessuno me lo fa fare, lo faccio.
Gli altri mi danno del venduto, del servo, del macellaio, dell’ignorante, ogni giorno qualcuno mi augura sui muri o sulle piazze social di andare nei campi di concentramento come ospite, altri mi mettono nelle liste di ipotetici obiettivi sionisti.
Capita nella vita, sono nato con una corsa più lunga perché partivo da dietro, a questo ci ho messo del mio e nonna che ripeteva “co su capo…”
Ecco perché sono sionista, socialista e buttero perché è questione di “testa”. Mio nonno Lidano era “cocciardo” che in italiano vuol dire testardo ma con rafforzativo. Ecco testardo anche nel torto, testardo anche se dovessi sostenere l’ impossibile. Testardo anche se è “male” farlo per i più che “stanno sempre con la ragione e mai col torto”.
Mi piacevano i sudisti nella guerra civile americana di cui non condividevo nulla se non la sconfitta, mi dispiaccio dei preti (e dei loro seguaci) che millantano perdono ma giudicano gli altri e li mettono nelle caselle dei buoni o in quelle dei cattivi scomunicando i secondi e facendo finta di stare tra i primi.
Non mi piacciono le prefiche che piangono dietro compenso di morti di cui non gli frega niente.
Oggi, giorno della memoria, piangono su commissione in tanti gli ebrei morti, domani torneranno ad odiare gli ebrei vivi a cui non consentono la difesa forse per paura di non essere pagati per piangere l’ anno prossimo.
Sono sionista perché patriota italiano e il mio Risorgimento deve la sua coscienza alla “Patria si bella e perduta” degli ebrei. Sono sionista perché li, in terra e non nei paradisi da venire, gli erranti fecero i socialist kibbutz dove “da ognuno a seconda delle proprie capacità a ognuno a seconda dei propri bisogni” e Carlo Marx era giudio.
Sono sionista perché in pochi fanno più dei molti sapendo leggere, scrivere e fare di conto quando gli altri evitano il sapere ai più per riscrivere la storia a chi la ignora.
Sono sionista perché se ne incontro un altro sicuramente troveremo almeno tre vie diverse per esserlo.
Sono sionista perché chi è “cocciardo” ammira la testardaggine degli ebrei.
Così per dire chi mi fa fare questa battaglia? Credo che la libertà sia leggere un libro anche sacro per pensare profano e differenti.
Sono sionista perché la mia gente per secoli ha perseguitato gli ebrei, li ha negati.
Sono sionista perché, siamo stati complici coscienti e anche protagonisti del genocidio, dei campi di concentramento da italiani riempendo le piazze come ora, tal quale pregando contro il perfido giudio.
Oggi voglio dire che non piango e se serve mi armo perché la libertà non è mai dono ma sempre conquistata.
Nella foto il rabino Di Segni in visita al cimitero ebraico di Sezze


