Voto Sì anche a garanzia di quelli del no
9 Febbraio 2026«Ma perché sei favorevole alla divisione delle carriere dei magistrati?»
Perché chi ha il potere di decidere della mia libertà non deve destare in me neppure il dubbio di essere più vicino chi mi accusa che a chi mi difende.
Circola sul web l’immagine di un tribunale in cui un giudice–gatto si stupisce dei dubbi sollevati da un avvocato–topo davanti a un PM–gatto anche lui.
Ecco, in estrema sintesi, tra gatti e topo sta tutto il senso della questione.
Il mondo liberale nasce per limitare il potere, affinché non diventi mai abuso, neanche per sospetto. Da qui il principio della divisione dei poteri nel principio “Tutto il potere a nessuno”. Ma non basta: anche i singoli poteri non devono essere assoluti.
Il potere esecutivo risponde al legislativo; il legislativo ha come limite la Costituzione, e le urgenze del governo. La Costituzione vigilata da organi come la Corte costituzionale.
E i giudici? Si autogovernano, si giudicano, non rispondono del loro operato e nel processo sono due gatti contro un topo: la difesa.
Cosa fa la riforma? Nulla di rivoluzionario. Lascia il PM nel suo ruolo di accusatore, ma affida il giudizio a un altro felino: non più un gatto, bensì una lince. Sempre felini, certo, ma diversi. Ed è proprio quella diversità a fare la differenza quando in gioco c’è la libertà.
Sono i dettagli, la forma, a garantire la sostanza.
Il PM accusa e indaga.
La difesa difende e indaga.
Il giudice fa sintesi e, soprattutto, non deve neppure essere sospettato di confermare l’accusa per colleganza.
È banale: se l’arbitro di Torino-Juventus è anche presidente del club bianconero, qualche dubbio sulla gestione delle regole è inevitabile.
«Ma è una riforma politica».
Sì, come ogni cosa. Ma nei suoi principi questa riforma affonda le radici nel pensiero di Giuliano Vassalli, non certo sodale di Meloni. È figlia di decenni di cultura liberale, radicale, laica, lontana da nostalgie di sistemi inquisitori che ponevano l’accusa su un piano superiore alla difesa.
Voto Sì perché è meglio dividere.
Voto Sì perché credo nelle difese e mi fido meno delle accuse.
Voto Sì perché le caste, anche quando nascono a fin di bene, finiscono sempre male.
Chi vota No?
Spero solo che non si trovi mai ad aver bisogno di una difesa.
Voto Sì anche per loro.



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