Gratteri e i moralisti, la storia di Kurt e del podestà giusto tra le nazioni
13 Febbraio 2026Oggi è tempo di cose nette.
Di branchi di lupi coraggiosi con le pecore, mai con i leoni.
Tempi in cui Gratteri sintetizza: chi non vota come me è il male.
Quelli della fu sinistra aggiungono: chi pensa diverso è fascista. Come dire sei mostro e le tue argomentazioni sono mostruose.
Argomentazioni di chi non ha argomenti, ma polemizza bene.
Maggioranze che si dicono assediate dalle minoranze e piangono la cattiveria dei pochi, senza vedere la propria, quella dei molti.
Io vi racconto una storia che ho incrociato nella mia vita.
Una di quelle storie in cui i cattivi non sono solo cattivi e i buoni, forse, dovrebbero farsi qualche domanda.
La storia è riportata in un libro che ho presentato tempo fa a Latina con l’ autore e che in questi giorni è stato presentato al museo della Shoa a Roma e a Milano ospite di quella comunità ebraica: “Tutto iniziò da quel finestrino”, in cui Ugo Rosemberg racconta la vita del padre Kurt, ebreo polacco.
Già essere polacco non era “figo”; esserlo da ebreo, peggio.
E nascere nella prima metà del Novecento è stata, per molti, una tragedia.
Kurt fugge dai nazisti, dai comunisti di Stalin, che erano alleati con il patto Molotov-Ribbentrop, firmato il 23 agosto 1939, poi dagli ustascia, e arriva in Italia. Qui trova — era l’Italia fascista — la solidarietà di quelli che Ignazio Silone (socialfascista per i neo-catto-comunisti) chiamava cafoni.
E, udite udite, anche di un signore, Roberto Castracane, podestà di Villa Santa Maria, nominato Giusto tra le Nazioni perché aiutò gli ebrei della zona a fuggire.
Un fascista che rompe lo schema manicheo tra bene e male. A fronte della Russia che sta col mostro nazista
Salverà anche Kurt, il podestà, che, passate le linee, si arruolerà nell’esercito della Polonia libera e combatterà contro nazisti e fascisti per la libertà.
La Storia non è la fettuccia di Terracina: ha anse, curve, incroci, contraddizioni.
La racconto a beneficio di chi sta sempre con la ragione e mai col torto.
Nell’altro — anche nel tuo peggior nemico — devi saper vedere quel possibile umano che quasi sempre c’è.
Castracane era fascista e non si può non condannarlo.
Ma ha rischiato la vita per la vita, e questo lo ha messo fuori dal branco.
Differenze di poco conto?
Differenze che hanno salvato una vita.
Ho visto “buoni” pregare insultando e non muovere un dito.
Ed è lì che passa la vera differenza.
Gratteri non può capire, i suoi neanche, perché sono morali nella loro pochezza a fronte della ricchezza della vita che si contraddice.
Un podestà che salva gli ebrei, e i comunisti così puri da essere venuti a patti con Hitler e aggredito vilmente la Polonia.
Direte ma anche tu sei nel tuo testardo, e certo per contraddirmi.
“I moralisti han chiuso i bar, chiuso i vostri ardori”
Francesco Guccini, Canzone di notte N.2


