Il verso della pipì a Latina

Il verso della pipì a Latina

14 Febbraio 2026 0 Di Lidano Grassucci

Sono apparsi e poi spariti i bagni chimici appoggiati al muro del Municipio di Latina, in corso della Repubblica. Fanno da contraltare alla pista di auto a scontro, il takata’, e la ruota.

Bene, non scandalizziamoci per i vespasiani chimici. A Bruxelles la statua più famosa è quella di un bimbo che fa pipì: il Manneken Pis, scultura in bronzo del 1619, a pochi passi dalla Grand Place. È alta appena 55 centimetri, eppure è diventata il simbolo della città. Dunque, nessuno scandalo per principio.
Ma i vespasiani chimici di Latina ponevano un problema che li rendeva ben diversi dal bimbo di Bruxelles. Il Manneken Pis fa pipì di spalle al muro e guarda il mondo, quasi a sfidarlo. A Latina, invece, si faceva pipì verso il Comune.
Se fosse stata un’iniziativa goliardica, una provocazione antisistema, ci sarebbe stato perfino da sorridere. Ma trattandosi di una scelta dell’amministrazione, la cosa interroga. Che idea si ha di sé, se si colloca un bagno rivolto verso la casa comunale?
La politica nasce dalla polis, il Comune degli antichi greci. Nasce nel Rinascimento attorno alla torre civica, simbolo dell’autonomia dei cittadini, in dialogo e talvolta in competizione con i campanili delle chiese entrambi protesi verso il cielo. Qui, invece, si finisce con il voltare le spalle a quel simbolo, o peggio, a indirizzarvi contro un gesto, fare pipì che, per quanto naturale, non è neutro
È brutto? Un poco sì. Tanto quanto è bello, invece, vedere un bambino che, facendo pipì contro il mondo, diventa simbolo di un’Europa capace di ironia e leggerezza.
In Occidente non troviamo scandaloso il gesto in sé. Ma farlo contro il Comune, la casa di tutti — belli e brutti — è un’altra cosa. La pipì si può fare di spalle al Comune, non verso il Comune.
I bagni sono stati rimossi.
Ma l’errore resta. Ed è brutto.