l Rolex, Pinocchio e una partita di rugby: come nasce la verità

l Rolex, Pinocchio e una partita di rugby: come nasce la verità

12 Marzo 2026 0 Di Lidano Grassucci

Nella mia vita, ormai lunga, mi sono confrontato poco con la dicotomia tra vero e falso.
Non compro Rolex che sembrano tali ma non lo sono e infatti non li indosso.
Credo nelle cose che vedo e credo anche che il mondo se ne freghi abbastanza di me da non perdere tempo a congiurare contro di me. Le congiure non mi piacciono, per idiosincrasia verso i congiurati, ergo non congiuro mai.
Eppure, prima o poi, arrivi comunque alla dicotomia tra vero e falso.
E allora devi sciogliere la matassa. Non puoi rifugiarti nel verosimile.
La scelta deve essere netta. Ma lo è davvero solo se esiste una motivazione al vero.
Il vero presuppone sempre qualcosa di forte: valori, passioni, una ragione profonda. Un “ritorneremo a Gerusalemme”.
Se questa ragione esiste, allora anche Pinocchio non travolge Geppetto e non si fa ingannare da Il Gatto e la Volpe.
Perché ha una missione: portare le monete d’oro ricevute da Mangiafuoco a Geppetto, che ne ha bisogno e che gli ha dato la vita.
La verità ha bisogno di ragioni.
Altrimenti resta un’opinione, spesso inutile.
Quando ci sono ragioni e passioni, il falso non esiste più: non può esistere. Chi continua a vederlo come vivo, in realtà segue fantasmi.
I fantasmi hanno questo potere: non esistono, eppure fanno paura. Non fanno dormire la notte e riempiono di odio il giorno.
Il mondo non è fatto di santi. Nessuno è completamente buono, nessuno è completamente cattivo: tutti mescoliamo i ruoli.
Quando vince il falso?
Quando indossi il Rolex che non lo è e ti convinci che sia vero. E con quello al polso ti senti un signore.
Vero? Falso?
La nazionale italiana di rugby ha battuto per la prima volta nella storia l’England national rugby union team.
Prima della partita era dato per certo che “gli italiani non potessero battere gli inglesi”. Era considerato vero che “non ci fosse partita”, che “gli italiani, per loro natura, dovessero perdere”.
Eppure hanno vinto.
Che cosa è cambiato?
La determinazione. Avevano una passione forte. E la passione, quando è vera, non lascia spazio al falso.

 

Nella foto: Goya , La morte della Ragione genera mostri