Farsi squadra per un Sì, un grazie
22 Marzo 2026Dice… Ti impegni? Dico… Ho da fare.
Poi ci pensi e dici, ma è giusto battersi per il giusto che ritieni.
“Sono omo de lite e pe lo giusto me faccio accide”, gioco sui versi di una poesia di Cesare Chiominto. Ma mi risuonava come le parole di Pietro Nenni: fai quel che devi, accada quel che può.
Eccomi quindi a dirvi di questo impegno per una cosa giusta, quella di non temere che chi mi accusa è “uguale” a chi giudica e tanto diverso da me che sono giudicato.
Così ho iniziato l’avventura con Renato, Domenico, Francesca, Dino, Annalisa, Daniela, Massimo, Giacomo, Nicolò. Si parte, poi tanti altri: siamo partiti in sette e siamo arrivati che in 50 volevano parlare in piazza, siamo arrivati che abbiamo fatto il nostro sentire in quasi 35 eventi in 20 giorni. Fatti comizi davanti a sette persone ma i muri ascoltavano, incontri con 600 persone che riempivano spazi enormi, o soli a scrivere semplice un mondo complesso.
Un’avventura fatta di provare a noi che, diversi, si poteva credere insieme che ci può essere un’Italia liberale, che cerca giustizia e odia la vendetta, che crede che siamo tutti uguali e nessuno lo è di più.
Da liberali che cercano il pari partire: poi l’arrivare dipende dal talento.
Così, abbiamo fatto ciò che era giusto, abbiamo detto Sì al futuro.


