I commissari del popolo e gli infidi anarchici

I commissari del popolo e gli infidi anarchici

28 Marzo 2026 0 Di Lidano Grassucci

Si sceglie la propria parte, il proprio punto di riferimento per cadute. Credo che la scelta è questione di sensibilità, di valori.

Sono nato dalla parte dell’umano che non ha “rendite” ma, forse, possibilità. Sono nato con una eredità, la testardagine, la “cocciardia”. L’essere “cocciardo” è il lascito di mio nonno. Una volta lo vidi confrontarsi con il suo mulo, non ho mai capito chi era l’umano e chi l’animale. Eppure nonno diventava con me il bimbo che era, ma nella vita era uomo, omo, senza possibilità di retrocedere.

Lui non era di altra parte se non quella di Michail Bakunin 

La mia libertà, la mia dignità di uomo, il mio diritto umano che consiste nel non obbedire a nessun altro uomo e a determinare le mie azioni se non conformemente alle mie intime convinzioni.

Quindi quando sacerdoti politici, commissari del popolo, preti mi indicano la strada giusta, io trovo gusto all’errore che, poi scopro, più umano dell’infallibile seguire il gregge.

D’ogni legge nemico e di ogni fede.

Giordano Bruno

così sento improbabili commissari del popolo dirmi il loro vero così falso da non credere sia possibile così triste avventura: mai una cosa diversa al coro dei giusti che così giusti non sono stati mai.

Da che parte stai? Mio padre disse a mia sorella che stava per farsi guardia … “Noi non stiamo con le guardie”.

No, noi stiamo in un posto senza filo spinato, in un mondo in cui ciascuno ha il coltello e se, solo se, una spada vuole colpire il segno troverà la gola segnata e la vita finita. Anarchia di trovare due ebrei a pregare e ci saranno almeno tre lodi diverse al Signore. Così mai ci troverete in coro, mai “Senza ideale per cui morire”. Anarchici nella libertà di questa palude che solo da soli possiamo attraversare, maremma amara  dove anche l’ uccello ci perse la penna

Da che parte sto, dove non immagini la prossima volta la mia parte.

Così mi insegnarono così ho preso, così ho intrapreso. Un Signore dice che è giusto l’ordine, io sento il bisogno del disordine, il cielo è limpido. Un giorno qui venne Bakunin e spiego agli uomini disgraziati di Ignazio Silone i cafoni …

In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito. 

Ignazio Silone, Fontamara

Ecco in nome di questi, siamo altri e mai eguale a nessuno, mai massa sempre unico.

Io non mi considero qualcosa di particolare: io mi considero unico.

Max Stirner

Quindi non mi troverete nell’ovvio ma nel torto che è la mia ragione.

I butteri hanno per confine il mare che non conoscono, le montagne che non salgono sovrani della loro libertà.

Dove sto? Già da un’ altra parte. Anarchia dei butteri.