Mi telefona Angelo Pezzana per gli articoli e l’ emozione radicale
1 Aprile 2026Mi telefona il presidente dell’Associazione Italia-Israele del Piemonte, Marco Zanetti. Ci sentiamo spesso per via del nostro comune impegno “sionista”. Mi dice: «Lidano, ti posso fare una proposta pazza?».
Sono nato curioso come una scimmia e non mi tiro mai indietro. «Che proposta è?» gli chiedo.
Lui spiega, è con Angelo Pezzana, e vorrebbe sapere se sono disposto a collaborare con «Informazione Corretta», il giornale di Angelo.
Resto un po’ sorpreso, perché Angelo Pezzana significa molto nella mia vita politica.
Ero un ragazzo di provincia, molto di provincia. Oltre alle lotte contadine non andavo: pensavo che la piana che avevo davanti fosse la più grande del mondo e il monte dietro il più alto.
Mia madre cominciò a portarmi dei giornali che non avevo mai letto, né tantomeno sentito nominare. Qui al massimo il sacrestano portava Famiglia Cristiana. Mamma invece arrivava, seppure con almeno due settimane di ritardo, con L’Espresso e Panorama. Io ero curioso e mi divoravo quelle pagine radicali, sconvolgenti per un mondo tristo e bigotto, anche nella sua versione comunista (tra noi socialisti non era da meno nel rigore marxista).
Così conobbi le battaglie per le libertà civili, il mondo laico che insegnava che vivere non era solo mangiare, ma anche essere se stessi. E lì incontrai Angelo Pezzana, che aveva fondato il FUORI!, Fronte Unitario Omosessuale Italiano. Lo ricordo nelle foto con i cartelli sul suo corpo, mentre rivendicava il diritto di essere sé stesso.
I miei, nelle sezioni comuniste, e anche qualche mio sodale socialista, dicevano che quelle erano «sovrastrutture borghesi». Eppure quell’uomo che rivendicava sé stesso – come Emma Bonino e Adele Faccio per l’aborto, e certo Marco Pannella – mi ha insegnato che esisteva un diritto collettivo, ma anche quello individuale di essere se stessi.
Così dico a Marco: «Non solo accetto, lo faccio lusingato. E lo faccio soprattutto per mia madre, che aveva capito che dovevo aprire la mia vita al mondo e non chiedermi nel mio piccolo mondo. Quella piana davanti a me era grande, ma era solo una delle tante pianure del mondo. E il monte dietro di me era imponente, ma solo una delle tante montagne del mondo».
Angelo mi ha insegnato che dovevo sostenere le sue ragioni anche quando non mi riguardavano direttamente, perché la sua libertà e il suo diritto alla felicità riguardavano tutti, nessuno escluso.
Angelo Pezzana è l’ideatore del Salone del Libro di Torino, condivide la battaglia per Israele e le idee per un referendum (poi perduto) sulla divisione delle carriere dei giudici.
Ringrazio Marco Zanetti, ringrazio Angelo e soprattutto mia madre, che mi portava quelle riviste libere.
La vita non è il dovere di viverla: è il piacere di esserci.
Allego il mio articolo su “Informazione corretta”
https://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=102683



