Il venerdì dei cristiani
3 Aprile 2026Sono riti di morte, oggi.
Tra tre giorni sarà diverso.
Oggi si muore, e per chi muore finisce qui.
Ma uno, uno solo, dopo tre giorni è risorto.
La sua morte è durata soltanto tre giorni:
lui ha conosciuto la fine che spetta a tutti noi.
Noi, invece, resteremo morti per molto più tempo, e rinasceremo solo nel Giudizio Universale.
Sono io a dirlo?
Sapete che non ho fede. Sono miscredente, scettico, convinto che “tutto qui finisce”.
Eppure, in questo tempo dell’anno, nella testa mi risuonano preghiere, invocazioni, paradisi e inferni.
Anche se la mia ragione li rifiuta, dentro di me rimane il sedimento di quel verosimile che è la tradizione tramandata.
Bacio il pane se cade a terra, perché è il corpo di Dio.
Bevo il vino, perché è dono di sangue.
E così rispetto il pane e il vino.
Oggi si muore in vita.
Andiamo allo strazio di Maria madre che piange,
tra amici che hanno dolore. Uno solo sarà traditore, un altro negherà se stesso e si farà pietra.
In questo Venerdì Santo sento mia nonna che raccontava di santi e virtù, sento mio padre che si segnava per raccomandarsi il viaggio.
«Ultima speme dei tribolati».


