La frana e i “non ci credo”

La frana e i “non ci credo”

3 Aprile 2026 0 Di Lidano Grassucci

C’è una frana a San Giuliano di Puglia.
La frana invade la strada. Il sindaco in persona la chiude, perché è pericolosa.
Eppure neanche l’evidenza ferma quella strana ostinazione: la convinzione che le cose riguardino  sempre “gli altri”, a noi  non succede mai niente.
I cittadini forzano il blocco.
Pensano: «La frana c’è, sì… ma non riguarda me».
Follia.
La follia di chi si sente escluso dall’evento, come se la realtà facesse eccezioni su richiesta.
Il sindaco spiega che la terra sta scendendo dall’alto verso il basso, che sta seppellendo tutto.
Il passante annuisce: «Sì, ho capito».
E poi passa lo stesso.
Come se il semplice fatto di esserne convinto lo rendesse immune.
Ho visto gente rifiutare persino l’odore di fango e pietra, quell’odore che cancella l’asfalto e divora il cemento, e insistere: «Per me la strada è libera».
Un mondo che crede solo a quello che gli fa comodo, che non concede neanche il beneficio del dubbio alla realtà.
Il sindaco, Antonello Nardelli, supplica i suoi concittadini: «Per favore, salvatevi».
E loro rispondono: «Ma io lo so, la montagna è ferma, è solida, non mi farà niente».
Invece farà male.
Questa storia dice una cosa semplice e terribile:
il presumere ha ucciso il vero.
E la montagna viene giù, ma non ci credono.