Piantedosi e i suoi moralisti
5 Aprile 2026Non so dove finisce il mondo. Una volta si diceva che finisse tra le lenzuola, dove si entrava nel proprio mondo privato, ora il privato è sparito e tutto è oggetto di giudizio senza rispetto.
Credo invece che la via sia molto più complessa, oltre ogni ragionevole e ripetitiva banalità.
Matteo Piantedosi è ministro dell’Interno, è un alto funzionario dello Stato, ma per questo non smette di essere un uomo. E gli uomini vivono vite tortuose. Per i “puri” la via più breve tra due punti è il segmento; per gli “altri” è l’arabesco. Ciascuno ha il suo percorso.
Non so quali siano le ragioni per cui Claudia Conte ha reso pubblica la loro relazione. La ragione starà tra loro due. Il vero nodo, però, sono le «pruderie» di chi, non sapendo più dare il cattivo esempio, elargisce giudizi morali come se il mondo vero fosse un altro.
«Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio.
Si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.»
Fabrizio De André, Bocca di Rosa
Così tutti si sentono in diritto di giustificare la propria pruderie ficcando il naso negli affari privati di Piantedosi e della Conte. Credo che ogni parola sia una parola di troppo. Non so, non giudico. Ma i titoli dei giornali e i giudizi moralistici offendono. Fermiamoci. Non possiamo arrogarci il diritto di sentenziare sulle cose dell’amore e della passione, che riguardano solo chi le vive.
Piantedosi e la Conte hanno avuto la loro storia. E quella storia non è la nostra.


