Il tennis a Sezze: da torneo internazionale a locandina locale
10 Aprile 2026Mi capita girando nel web una locandina su la passione di Sezze per il tennis. Tutto figo, tutto bello ma…
Ma questa volta mi picco visto che in questa storia fui coinvolto anche io, di persona personalmente. Enzo Eramo e Titta Giorgi nel 2016 mi chiesero di aiutare a trovare sponsor per “rifare” gli internazionali femminili di tennis. Dopo un lungo impegno a ripristinare i campi abbandonati da due lustri.
Sezze per me è una “nostalgia”, pure un poco infantile o forse senile? Non ci vivo da lustri, ci vado di rado e conservo pochi amici. Eppure quella nostalgia mi frega sempre perché continuo, mi ostino, a ragionare in dialetto seppur lento e a conservare storie. Allora i ricordi mi avvolgono: Enzo, era consigliere provinciale, che si mise di bozzo buono, con Armando Cusani allora presidente della provincia, con tutti i consiglieri, con Titta e Sandro Pontecorvi a sostegno. E anche il sindaco Andrea Campoli ci mise impegno e testa.
La passione, di cui parla la locandina si fece torneo vero, dopo aver veramente sistemato i campi. Un torneo da 25 Mila dollari di premio, un tennis club riaperto. Un investimento da 40 Mila euro che portava un indotto incredibile in termini di presenze, di servizi, di immagine. Era il secondo torneo per importanza nel Lazio dopo gli internazionali maschili di Roma.
Poi? Poi il COVID, poi la “passione si è distratta”, il torneo si è fatto convegno. Insomma un dialogo sull’ amore ma l’ amata è morta. A Sezze la passione era il torneo, le scuole di tennis, un tennis diffuso. Invece? Resta la passione verbale di un amore reale
Sezze uccide spesso se stessa, si “abbitina” su se stessa.
Il tennis si gioca, è la storia che si racconta.
Della Sezze del tennis allora si riparlo’ in provincia e non solo.
Eravamo una comunità che pareva volare, invece oggi, per dirla alla Giorgio Gaber siamo al volo ipotetico in due tristezza dentro una comunità sola: il torneo che non c’è e le parole che non servono.
Mai fatto sport in vita mia, ma una mano la diedi e con convinzione e battendo anche la mia pigrizia stavo tra gli spalti. La passione si fece torneo, ora resta una scritta su una locandina.


