La Panda di Dario Argento e Storia di Piera di Ferreri: effetto cinema a Latina
14 Aprile 2026Girano un film nel centro di Latina, in Corso della Repubblica. Il cinema “sul set” è affollato, inversamente a quanto sia “sola” la storia quando arriva in sala.
A vederlo girare, un film, non si capisce nulla: tutti paiono indaffaratissimi.
Una Panda troneggia al centro della carreggiata di Corso della Repubblica. Devo dire che ci sta bene, come un’abbondante spolverata di parmigiano sulla pasta al pomodoro. C’è tanta gente davanti al Cinema Corso, dove di solito i film si guardano e non si girano.
Mi dicono che la regia sia di Dario Argento; direi il falso se dicessi che mi piace. Gli horror mi dispiacciono alquanto: non capisco il bisogno della paura quando si possono narrare tante storie senza spavento… basterebbe il vento.
Osservo quanto stia bene la Panda in centro e quanto meno ci stiano i cubi di travertino. Perché? Perché l’auto è futurista, mentre i blocchi sono passatisti. Gabriele D’Annunzio avrebbe portato qui una Isotta Fraschini, forse l’auto più bella del mondo, con il motore su una strada dritta come un fuso.
Ecco cosa volevo dire: le isole pedonali stanno bene ad Artena, dove per strada al massimo passa un mulo. Ma a Latina, a Pontinia, a Sabaudia… ci vuole l’Isotta Fraschini e D’Annunzio.
La Panda del film è bellissima, crea una connessione col manto stradale e ti invita a una gita: dritti fino alla Semprevisa o verso il mare, che più in là puoi solo sognare.
Nel 1983 girarono a Latina Storia di Piera, diretto da Marco Ferreri con Marcello Mastroianni, tratto dal libro di Dacia Maraini e Piera Degli Esposti. Fu un film che mi sconvolse per quella sua storia — per me tutta da scoprire — sui mille modi di amare e per le inquadrature di un mondo a me fin troppo familiare. Una luce che solo queste città hanno, un silenzio che solo qui fa rumore.
Allora non c’era paura; ora sì. Non dico che il film sia quel che sarà, ma che questo non è solo un posto “particolare” per i set: è un posto che, se vuoi raccontarlo, devi metterci un motore. Che sia di un’auto, di una Littorina, di un’idrovora, di un volo futurista o di una moto sulla fettuccia di Terracina.
Mi chiedono: “Ma cosa ti piace di un film?”. Mi piace come immagina la città che non c’è. Basta una Panda perché torni l’odore di benzina e ti senti dentro la Storia. Io però mi fermo qui: l’horror non mi va, ma la Storia di Piera molto.


