A Latina ora tutti intelligenti… ma artificiali e la pastarella di visciole gigante per il compleanno
19 Aprile 2026Ad ogni innovazione, Latina si candida a innovare, salvo poi restare tal quale. Fummo futuristi per poi riscoprirci passatisti, persi nella nostalgia di una cultura che odiava la nostalgia e dunque se stessa, una volta divenuta passato. Poi diventammo nuclearisti, convinti che Eta Beta ci appartenesse, mentre eravamo come soldati romani al tempo delle crociate, fuori luogo.
Ci siamo fatti tutti termalisti proprio quando il governo smetteva di pagare le cure e le terme rischiavano di chiudere, anzi chiudevano. Eppure, continuavamo a sentirci tutto insieme: futuristi, nuclearisti, termalisti. Poi ci riscoprimmo marinai, progettando porti e angiporti che, a sentir noi, avrebbero fatto sfigurare persino le Repubbliche Marinare.
Inoltre? Siamo diventati tutti dottori. Abbiamo dato tutto all’Università, non esclusi i gioielli di famiglia: distretti militari “laureati” sul campo, campi profughi ed ex caserme eletti a fucine di sapienti, ex granai o mattatoi trasformati in fabbriche di medici. Tutti abbiamo iscritto all’Università, persino gli ex magazzini del tabacco.
Solo l’ex intermodale è rimasto umile: si farà giardino, nonostante i molti che insistevano per farlo “studiare”.
Siamo fatti così. Ora siamo in fremito per il nostro compleanno e distribuiamo inviti a destra e a manca. Mio padre usava invitare chiunque a cena, omettendo però di dire quando: così le sue cene restavano sospese, ipotetiche.
Ora ci stiamo innamorando dell’Intelligenza Artificiale. Bene, benissimo, è il suo tempo; ma forse non siamo esattamente la Silicon Valley. Sarebbe bello, per una volta, pensare semplicemente di raccontare questo posto: così singolare da avere laghi appiccicati al mare, dune che fanno da dighe e un mare senza onde dove noi, ostinati, abbiamo piantato broccoli e carciofi. Un posto bello, semplicemente.
Cosa farei io? Nominerei un Assessore alla Bellezza, metterei la banda in Piazza del Popolo (magari quella della municipale come sta a Roma ospite del Gianicolo insiene ai busti dei padri della Patria) e comincerei a suonare. Poi agli angoli di strada al centro i ragazzi del conservatorio Respinghi a suonare ciascuno il suo strumento.
Ai compleanni si suona, si canta, si fa festa. E per dolce? Una gigantesca pastarella di visciole in onore di chi qua c’è sempre stato. Una pastarella grande come piazza del Popolo dove ciascuno ha diritto al suo pezzo, nessuno escluso.
L’Intelligenza Artificiale è il domani, d’accordo, ma vi assicuro che non ci toglierà mai il dovere di pensare al “naturale” e il piacere di una pastarella di visciole.

