Il point turistico alla stazione di Latina? Buttiamolo giu’ e facciamo un QR code di rose

Il point turistico alla stazione di Latina? Buttiamolo giu’ e facciamo un QR code di rose

23 Aprile 2026 0 Di Lidano Grassucci

Mentre l’amministrazione si arena su un info point nato inutile e mai cresciuto alla stazione di Latina, a pochi passi da lì, il vivaio Aumenta sta dando vita a un giardino di decine di ettari. È il paradosso perfetto: ci si ostina a costruire un ufficio per “accogliere” improbabili turisti, ignorando l’idea che darebbe loro una ragione reale per venire qui. Tutti — analisti compresi — si soffermano sul dettaglio architettonico e non vedono il mutamento in atto. Nel giardino di Aumenta ci saranno alberi, fiori e spazi per il benessere; chi ci andrà sarà già informato.

​Chi scende dal treno a Latina non “evita” l’info point: lo ignora. Scende dal lato Sermoneta e punta dritto verso quel centro storico, verso Ninfa, Bassiano, o magari si lancia con il deltaplano da Norma. Il turismo è movimento, è un “Grand Tour” contemporaneo: non vieni per informarti, arrivi perché sei già “formato” dalla bellezza che cerchi.

​Alla stazione non serve un “point”, serve un manifesto. Una frase che dichiari che questa è “Terra Latina”: terra di laghi e di maghe, di macchine e di sorprese capaci di spiazzare qualsiasi banale perfezione.

​Una proposta radicale

​Al posto di quel manufatto, io ci farei un roseto. Un’esplosione di colori cangianti, alberi a far ombra alle auto e un cartello monumentale con due sole direzioni: ​Da una parte la Via Appia, all’altra le città nate, morte e risorte: Ninfa, Norma, Priverno, Cisterna.

​Il vero “point” dovrebbe essere un enorme QR code fatto di rose: lo inquadri e ti racconta tutto, inclusa la storia di questa ferrovia. Una linea nata per correre veloce tra Roma e Napoli via Formia; una velocità che, quando fu compresa a Fondi, ispirò menti come Libero de Libero, Purificato, Ingrao e De Santis. Un treno che ha cambiato le prospettive accorciando le distanze, proprio come l’Appia rese Gerusalemme più vicina.

​Invece, noi restiamo lì a contemplare un ingenuo edificio, un’edicola di simil travertino che riesce nell’impresa di stonare persino con il razionalismo autentico della stazione.

Cosa farsene? Va abbattuto. Senza pietà. Cominciamo a demolire, che abbiamo già costruito troppo. Basta un QR code fatto di rose.

Nella foto la fontana abbandonata della stazione di Latina