Regina Viarum festival: l’Appia batte Pontina e Flacca
24 Maggio 2026Regina Viarum Festival: dall’Appia all’Unesco, la Storia si fa Cammino
Regina Viarum festival: parti dal Colosseo e… “Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino”. Anzi, dritto fino a Minturno.
L’idea di questo cammino è incredibile per l’esperienza che è riuscita a realizzare: dotte relazioni sulla Storia, racconti sui monumenti, testimonianze di persone che hanno vissuto la strada camminandoci dentro. E poi sapori, musica, fede e il confronto con gli amministratori locali per il bene delle comunità. Tutto racchiuso in un’unica via. Ma non una via banale: la prima vera strada di questo mondo, che il viaggio non solo l’ha visto, ma lo ha letteralmente inventato 2300 anni fa.
Il festival, fortemente voluto dall’Assessorato al Turismo della Regione Lazio guidato da Elena Palazzo, lancia un messaggio politico e culturale preciso: l’Appia è la spina dorsale del territorio pontino, la sua identità più profonda. Parliamo di una provincia che nasce in cammino, che va e viene da Roma, la quale a sua volta definisce l’identità del Lazio intero. Per troppo tempo l’Appia è stata quasi dimenticata, oscurata dalla velocità della Pontina o dalla bellezza costiera della Flacca; vie nuove che finivano per interrompersi a Terracina. L’Appia invece non si ferma: tira dritto, giù fino a Brindisi.
L’evento, curato nella logistica e nella struttura culturale da Maurizio Guercio, ha avuto il grande merito di accendere i riflettori su un dato cruciale: l’Appia è oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO. E questo riconoscimento cambia la vita di una comunità non domani, ma qui e ora.
Ho vissuto e gustato questo festival con la curiosità di chi vuole tornare a essere parte di una comunità in cammino. Una sfida lanciata a montagne, laghi, canali e paludi… Che bella Storia.
Il primo festival? Sì, perché questa edizione è solo la prima pietra miliare di un lungo e straordinario viaggio.


