Antisemitismo, una legge necessaria contro antica e tragica ipocrisia

Antisemitismo, una legge necessaria contro antica e tragica ipocrisia

29 Settembre 2026 0 Di Lidano Grassucci

C’è davvero bisogno di una legge contro l’antisemitismo? È come chiedersi se ci sia bisogno dell’aria, o dell’acqua in tempo di siccità.

​Leggo continui distinguo sul governo di Israele — che è eletto ed è libero di agire, così come il resto del mondo è libero di criticarlo, ed è giusto che sia così in una democrazia. Ma il nodo centrale è un altro: l’odio. L’odio contro gli ebrei che indossa la giacca e la cravatta; l’odio di chi si dice libero di definire “malvagio” Netanyahu solo per sottointendere che “il giudeo è perfido”, o che in fondo “baffetto” aveva ragione e la Resistenza combatteva dalla parte sbagliata solo perché tra le sue fila c’erano gli ebrei.

​La nazionale irlandese si gira di spalle durante l’inno di Israele, rifiuta di stringere la mano agli atleti israeliani e si fa vanto di aver negato loro lo sport e la dignità umana, urlando al mondo che sono mostri. Eppure nessuno ha mai girato le spalle agli uomini di Hamas o alle rappresentanze palestinesi. Uccidere centinaia di ragazzi il 7 ottobre è considerato “brutto ma non grave”, mentre difendersi da quegli assassini diventa “inaccettabile”.

​Ecco perché serve una legge. Noi europei ne abbiamo sterminati sei milioni, e ora sembra che cerchiamo la scusa per negare loro un diritto umano inalienabile: il diritto alla difesa.

​Non sono ebreo e non sono credente. Non mi piacciono i sacerdoti di alcuna religione, e quando si parlano di “crociate” o “mezzelune” mi piacciono ancora meno. Ma credo che ciascuno abbia il diritto di essere diverso a modo suo. Se oggi in Occidente ci si gira dall’altra parte e si rifiuta la mano a un ebreo, siamo alla vigilia del pogrom, del genocidio, della fine della libertà. Gli ebrei, erranti e per secoli senza patria, sono i custodi della nostra libertà, la vera cartina tornasole dei valori occidentali.

​Serve una legge sull’antisemitismo? Mia nonna, donna pia, ascoltando l’omelia di un giovane sacerdote che di cognome faceva Di Veroli, ne apprezzò il contenuto. Ma del contenitore disse: “Sempre giudeo è”. La famiglia di quel prete era cristiana da secoli.

​Ecco: il male è incrostato dentro di noi. Serve una legge perché quell’infamia che ci portiamo dentro va definita e punita fuori.