Terracina ce l’ha fatta: Procaccini al Parlamento Europeo

Terracina ce l’ha fatta: Procaccini al Parlamento Europeo

27 Maggio 2019 0 Di Federica Perna

È andata in scena oggi, nel tardo pomeriggio la festa di Nicola Procaccini neo eletto al Parlamento Europeo. Presenti circa 200 persone nella sede dell’ufficio elettorale a Terracina, per assistere alla prima conferenza stampa dopo l’esito delle elezioni di ieri.

Quella che si respirava era l’aria della grande impresa, e non di un’impresa individuale, bensì, come lo stesso Nicola ha più volte sottolineato, collettiva.

Un organo collegiale che ha portato Terracina, per la prima volta nella sua storia, nel cuore d’Europa.

L’emozione di Procaccini e della sua gente

La conferenza inizia con gli applausi scroscianti per l’ingresso in sala del sindaco. Fuori impazza la pioggia, la stessa che ha accompagnato Nicola in tutta la sua campagna elettorale, che evidentemente come un famoso detto cita, ha portato bene. Poi, un piccolo video di introduzione che mostra proprio le immagini del percorso che ha preceduto queste “storiche” elezioni. Un video che mostra il lato umano del sindaco di Terracina mentre, sempre sorridente, stringe mani, fa rifornimento all’auto e posa all’arrivo della 5° tappa del giro d’Italia tenutosi il 15 maggio in città.

“Lo abbiamo fatto!”

Inizia così il suo discorso. Appare emozionato ed entusiasta nel raccontare l’affermazione di Fratelli d’Italia con il (6,98%). Un ‘affermazione che non si è limitata alla regione che ospita la capitale d’Italia, ma è arrivata anche da regioni come Umbria e Marche. Nicola Procaccini infatti è il candidato pontino più votato della provincia di Latina.

Il primo doveroso ringraziamento, va a quella che definisce una piccola grande donna, Giorgia Meloni. I due si sono sentiti a notte inoltrata e lei lo ha incitato a lavorare, da adesso in poi, ancora più sodo. Poi ritorna a parlare di Terracina, e del piccolo miracolo fatto in questi anni per risollevare l’economia di una città ormai rifiorita e, di come non si aspettasse, recandosi in città lontane chilometri, che questa storia fosse ormai conosciuta. E che la fama di Terracina lo precedesse.

Il futuro di Terracina ed il sogno Europeo

Sono quattro i punti principali che Nicola Procaccini vorrebbe portare alla luce nella sede del parlamento Europeo a Bruxelles:

  • La difesa del comparto agricolo
  • Riscaldamento globale
  • Le imprese balneari
  • Infrastrutture e turismo

 

Quasi commosso Procaccini inizia a pensare al suo futuro di sindaco e preoccupa i presenti quando parla di quel nodo, tanto stretto, che lo lega a Terracina, ma che inevitabilmente, per obblighi di legge, prima o poi dovrà sciogliere (il suo mandato sarebbe terminato nel 2021). “Dovrò andare in analisi” dice scherzando. Le sue parole lasciano però presagire che, lascerà in anticipo, non appena scatterà l’incompatibilità, le redini della comunità a quella classe dirigente che lo ha accompagnato lungo il percorso e che, definisce di enorme qualità umana e professionale.

“Ho affrontato in questi anni prove ardue, spinto dalla mia passione, ma era la parte più facile. La parte più difficile verrà adesso, e sarà tenere unito il meglio di questa città che vedo rappresentata qui stasera. Affinché la città non ricada mai più nel buio in cui era prima”

Infine l’inevitabile confronto con La lega:

“La mia destra è qualcosa che ho letto e maturato in tanti anni, penso di essere molto più coerente di qualsiasi leghista se dico che la mia destra non è quella che passa mesi e mesi a fare campagna elettore, dimenticandosi di essere il ministro degli interni. La mia è una destra che ha il senso dell’istituzione e del patriottismo che, vuol dire cercare di evitare a monte l’ondata migratoria. Perché prima ancora di esistere il diritto ad emigrare esiste il diritto a non dover emigrare.

Prima del selfie di gruppo e dei brindisi, i ringraziamenti di Procaccini vanno a tutto il suo staff, “un ‘armata”, ed in particolare a sua moglie Fabiana Federiconi, che ha seguito la conferenza stampa in un angolo e finalmente si lascia andare ad un pianto liberatorio.