Kiwi Latina, servono soluzioni immediate

Kiwi Latina, servono soluzioni immediate

10 Settembre 2019 0 Di Luca Cianfoni

Diventa preoccupante la situazione del kiwi nel territorio pontino. Dopo l’allarme lanciato da ASPAL sulla moria e sulla piaga delle cimici asiatiche, si muove anche la Confagricoltura Latina, che nei giorni scorsi ha dato vita a un incontro intitolato “Salviamo il kiwi” con l’università della Tuscia per studiare le contromosse da attuare.

La coltivazione del kiwi Latina

Come già ricordato, la produzione del kiwi nella provincia di Latina copre circa un terzo della produzione nazionale. 2 milioni e mezzo di quintali all’anno per  5.500-6000 ettari di terreno coltivato a kiwi. In questo anno, nonostante il settore sempre in crescita, si sta verificando questo problema ovvero una secchezza delle piante di cui non si riesce a capire la causa. L’incontro di ieri presso Confagricoltura è servito proprio a riunire il 60-70% degli agricoltori della zona e capire insieme ai tecnici dell’universita della Tuscia, cosa sta succedendo al kiwi Latina.

Le cause di questa secchezza sono diverse e si presentano in maniera differente in ogni azienda – spiega il direttore di Confagricoltura Latina Mauro d’Arcangeli. Questa piaga colpisce indistintamente piante giovani e piante più vecchie: si parla di clima, di acqua, di fattore naturale o di stress o di fitopatologie. Prima di mettere troppa carne al fuoco però vorremmo ben capire di cosa si parla. Stiamo costituendo un comitato a cui invitiamo anche i nostri colleghi di CIA e Coldiretti, per ragionare tutti insieme a una soluzione.

L’unica cosa che si sa con certezza è che bisogna muoversi al più presto per evitare che si corra lo stesso rischio della xylella per gli ulivi -dove poi siamo stati condannati dall’Unione Europea per esserci mossi troppo tardi -, oppure della batteriosi sempre per il kiwi. Ma cosa comporta effettivamente questa secchezza?

In pratica l’apparato radicale subisce uno stop, per i primi 20-30 centimetri le radici sono integre, dopodiché al di sotto di quella soglia si fermano, non ci sono più. In questo modo, mancando acqua e linfa la pianta si secca.

Il rischio della secchezza delle coltivazioni di kiwi

Il rischio che si corre nella nostra provincia infine non è esclusivamente produttivo, ma anche imprenditoriale. Molti giovani negli ultimi anni hanno investito le proprie risorse nella coltivazione della terra e del kiwi. Combattere un nemico del genere, di cui non si capisce la causa è frustrante e provoca il blocco gli investimenti da parte dei giovani agricoltori appunto, ma anche di chi aveva intenzione di ampliare la propria azienda agricola, che invece ora ha paura di piantare altre piante.

Il pericolo cimice asiatica

Infine il pericolo della cimice asiatica sembra potersi tenere sotto controllo. Non si può indubbiamente far finta che non esista, il problema c’è e va affrontato. L’insetto infatti attacca il frutto in maturazione, lo mangia, facendolo cadere a terra marcio. Questo problema però è risolvibile sia sotto il punto di vista chimico che biologico, tramite antagonisti naturali che sconfiggano l’insetto. Sicuramente ad oggi il problema principale sembra essere quello della secchezza a cui va trovato immediatamente un rimedio.