PPI in provincia di Latina, rimangono solo tre mesi

PPI in provincia di Latina, rimangono solo tre mesi

16 Settembre 2019 0 Di Luca Cianfoni

La situazione in provincia di Latina per i comuni interessati alla chiusura dei PPI, comincia a farsi confusa e convulsa. Il destino dei vecchi Pronto Soccorso ancora non è definitivamente deciso, destando ansia e preoccupazione per i cittadini e per coloro che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere.

Tra 3 mesi i PPI in provincia di Latina chiuderanno

Questo è l’allarme che lancia Franco Brugnola, del Comitato in difesa del Punto di primo Intervento di Sabaudia. Il Decreto del Commissario ad Acta U00303/2019 sancisce chiaramente la trasformazione dei PPI della provincia di Latina da Punti di Primo Intervento a Punti di Assistenza Primaria, difatto depotenziandoli. In seguito a questo decreto del 13 agosto si sono verificate numerosi incontri tra sindaci, regione e provincia, in cui la situazione sembrava doversi risolvere non chiudendo i PPI, ma anzi potenziandoli fino a diventare delle Case della Salute. Su questo ovviamente si erano espressi favorevolmente tutti i sindaci dei comuni interessati ma, si legge nel comunicato del Comitato di Sabaudia:

con la deliberazione del 12 settembre n. 849 del direttore generale dell’azienda USL Latina è stata disposta una disattivazione di tutti i PPI a decorrere dal 1° gennaio 2020. La loro sostituzione con strutture territoriali di cure primarie afferenti non più al Dipartimento di emergenza ma a quello delle cure primarie è fonte di preoccupazione in considerazione della complessità della materia che coinvolge la salute e la stessa vita delle persone, ma anche a causa della difficoltà di poter distinguere in molti casi la differenza tra l’urgenza e l’emergenza oltre che per assistere le patologie tempo-dipendenti.

La situazione caotica riguardo i PPI

Insomma una situazione caotica, dove non è chiaro se a un primo depotenziamento dei servizi seguirà una effettiva implementazione di questi o se, come si teme, declassificazione dei PPI in PAP diventi un provvisorio eterno, lasciando il territorio effettivamente sguarnito dei servizi sanitari essenziali. I tempi per agire facendo ricorso ai vari tribunali amministrativi ci sono, anche se un po’ brevi, come tende a precisare Brugnola:

A questo punto, tenuto conto che il DCA U00303/2019 è stato pubblicato nel periodo feriale della Magistratura la scadenza del termine per la notifica alla controparte del ricorso al TAR di Roma dovrebbe essere il giorno 28 settembre mentre il termine per ricorrere al TAR di Latina avverso la delibera della ASL dovrebbe scadere il giorno 11 ottobre; infine il termine per il deposito di entrambi i ricorsi presso i TAR scadrebbe dopo altri 30 giorni.

Ad ora, come già riportato su queste pagine, solo il Comune di Cori avrebbe deciso di presentare ricorso al TAR, , ma l’atto deliberativo non risulta ancora pubblicato all’Albo Pretorio. Dagli altri Comuni ancora nessuna notizia ufficiale.

Infine, il promotore Brugnola delinea la strafa che lui e conseguentemente il comitato di Sabaudia intendono seguire:

Per quanto mi riguarda, dopo aver chiesto per due volte (12 giugno e 7 settembre) di poter intervenire nel procedimento come previsto per legge (art. 9 della legge 241/1990) senza ottenere risposta alcuna, in qualità di promotore del Comitato in difesa del Punto di primo Intervento di Sabaudia ho segnalato con una nota del 14 settembre una serie di punti della delibera della ASL n.849/2019 che dovrebbero essere modificati e/o integrati rappresentando l’opportunità che la direzione generale dell’Azienda USL Latina voglia farlo in sede di autotutela e sono quindi in attesa, peraltro non dimenticando di tener presenti le scadenze dei termini per i ricorsi che potrebbero essere presentati contro entrambi i provvedimenti anche dal nostro Comitato, a proprie spese, ove le nostre richieste non venissero accolte.