Le baby gang e l’orgoglio delle donne della matria setina

Le baby gang e l’orgoglio delle donne della matria setina

28 Settembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Un tempo era città di donne, gli uomini andavano “fuori”, e qui c’era il governo delle cose quotidiane delle donne. Sezze è una matria, i padri erano “cacciatori di medicine antimiseria”, le donne curavano comunque con quel che c’era. Per questo è significativo che i cinque consiglieri comunali donne abbiano fatto un documento per chiedere al sindaco, Sergio Di Raimo, governo dei bambini che si sono “sperduti” come quelli di Peter Pan. Invocano la scuola, la presenza delle istituzioni contro prepotenze figlie di incoscienze e sintomi di un degrado che passa per la fine dei valori generazionali, del trapasso da madre in figlio della sapienza di secoli.

Chiedono alla scuola, al sindaco, ma segnano puntuali i buchi neri di quello che manca i valori, primo fra tutti la gerarchia del tempo nel rispetto. Lo fanno 5 donne e non l’hanno fatto gli uomini perché loro sanno leggere la comunità, e la leggono nella quotidianità, non in utopie improbabili e talvolta mostruose. Non è la prima volta che fanno un “controparlamento” femminile nell’indifferenza del resto. Sono Eleonora Contento, Francesca Barbati, Marzia Di Pastina, Federica Fiorini e Rita Palombi. Sono le testimoni di un mondo, quello delle donne setine, che forse è l’ultima speme

E salutami tua madre
Dai un abbraccio a tua sorella
Chissà come sarà grande e signorina
E lo so sarà bellissima
Come son le nostre donne
Sanno vivere con forza che trascina
Ma le hai mai guardate bene?
Ti sorridono col cuore
Negli sguardi non nascondono timore
Dove sono però uniche
È sul posto di lavoro
Son con gli uomini
E si battono con loro
Rosso colore, Pierangelo Bertoli
Nella foto Rita Palombi