Sezze, una marcia per i curdi nel peso della libertà

Sezze, una marcia per i curdi nel peso della libertà

24 Ottobre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Colgo l’occasione della manifestazione indetta a Sezze dall’Anpi  a difesa del popolo curdo per alcune considerazione, visto che il mondo non ci può essere indifferente. I curdi sono sotto attacco turco e sotto tradimento americano, occidentale. Ve le ricordate le foto delle riviste patinate che facevano vedere le combattenti curde contrapposte a quelle velate dell‘Isis? Gli elogi di noi europei e degli americani per il loro coraggio (con sollievo di non dover mandare li i nostri ragazzi), gli abbiamo fatto fare il lavoro sporco contro il demonio. Ora? Il demonio era un genietto venuto pure male e gli eroi li abbiamo dimenticati, era una moda è passata come fosse cambiare dai capelli a caschetto a quelli ricci.

Primo, gli americani versione Trump, ma pure Obama non era da meno, sono infami: l’infama è chi tradisce chi si è fidato di lui, chi aiuta e conta di essere aiutato.

Secondo, noi, noi europei, incapaci di aiutare la Turchia laica di Mustafa Kemal (ataturk) a farsi ancora più europea dandola in mano a Erdogan e alla sua rinascita ottomana sul solco islamista. L’esercito turco era, per l’Ataturk, il garante della laicità turca, è la lunga mano di un nuovo sogno imperiale. La paura dei tedeschi, l’ignoranza italiana, la assoluta nullità francese (bluffatori seriali)  che messe insieme hanno fatto la politica inesistente di quella Europa che gioca con idioti bilanci ma non ha nessuna politica estera, anzi finanzia l’ottomano per non sporcarsi le mani con i profughi siriani.

Terzo: noi europei in quell’area non esistiamo, anche Putin dice la sua e noi... De Gaulle diceva: “L’europa è un gigante economico, un nano militare, una nullità politica”. Non ci siamo mossi da lì.

Oggi manifestiamo, e viva dio, ma non dimentichiamo la comodità di non scomodarci, di pensare che i principi sono come i Ferrero Roches da gustare quando “abbiamo il languorino e voglia di qualcosa di buono” quando sono “lacrime e sangue” e coraggio di scegliere: Si chiamava Lorenzo Orsetti, era un ragazzo di 33 anni, antifascista, è morto ucciso dall’Isis combattendo con i curdi per la libertà cura e sua, come tanti anni fa davanti ad altri orchi. La libertà è “lacrime e sangue”.

L’invito di Anpi alla manifestazione di domani:

La sezione di Sezze dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha promosso un’iniziativa di
solidarietà nei confronti del popolo kurdo, attaccato dalle truppe turche nel nord della Siria e
costretto a sofferenze indicibili. La manifestazione si svolgerà a Sezze sabato 26 ottobre 2019. Alle ore 18.30, tutte le persone che intendono manifestare la propria vicinanza al popolo kurdo si riuniranno nel piazzale dell’Anfiteatro
e da qui inizieranno una marcia che terminerà in piazza De Magistris. Alla manifestazione parteciperanno i rappresentanti del Centro culturali kurdo “Ararat” e dell’“Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia”.
Alla manifestazione ha dato il proprio sostegno l’amministrazione comunale di Sezze e hanno dato
l’adesione più di venti fra associazioni culturali, partiti politici e sindacati. Nel promuovere questa manifestazione, l’ANPI di Sezze fa propria la richiesta che le donne kurde hanno rivolto alla comunità internazionale:
– Fine dell’invasione e dell’occupazione della Turchia nella Siria del nord; – Istituzione di una No-Fly zone per la protezione della vita della popolazione nella Siria del nord e dell’est; – Prevenire ulteriori crimini di guerra e la pulizia etnica da parte delle forze armate turche; – Garantire la condanna di tutti i criminali di guerra secondo il diritto internazionale; – Fermare la vendita di armi in Turchia; – Attuare sanzioni economiche e politiche contro la Turchia;
– Adottare provvedimenti immediati per una soluzione della crisi politica in Siria con la partecipazione e la rappresentanza di tutte le differenti comunità nazionali, culturali e religiose in Siria.

 

nella foto Lorenzo Orsetti