San Lidano, san Isidoro quelle statue che i santi mal digeriscono

San Lidano, san Isidoro quelle statue che i santi mal digeriscono

10 Dicembre 2019 0 Di Lidano Grassucci

Vedete i santi vorrebbero avere nell’anima la loro presenza, non su questa terra sciocca riverenza. Si discute della statua di San Lidano al Belvedere di Santa Maria a Sezze, e pensare che lui è stato così discreto in vita e in Fede che queste stupidate terrene non lo toccano nemmeno, si è santi non contando le statue ma la misericordia di cui si è stati capaci.

C’è un precedente che si rivolse contro il proponente, come un boomerang dei santi. Paride Martella, presidente della Provincia voleva lasciare qualcosa alla sua Sezze Scalo, un segno da allora e per sempre. Sezze scalo è stato sempre posto di passo, mai di sosta, ma posto contadino e lui, anche per identità antisetina, decise che il segno era una statua di San Isidoro (san Sidoro), da mettere a guardia dell’incrocio che portava al Brivolco, a Frosinone o verso il piano.

Commissiona la statua ad un artista di Bassiano, un maestro, un grande e organizza l’operazione: un Santo alla Stazione. Troppo perfetto, per destino la storia, pure la scritta era bella San Isidoro, contadino.

Passa il tempo e l’artista chiama il presidente, Paride parte di corsa per vedere l’opera o, come diceva lui, il capolavoro. Pompa magna, macchina della Provincia, autista e Paride che pareva il Papa, stava per dare l’identità alla stazione. I Martella sarebbero passati alla storia come i “fondatori” della comunità della Stazione, come Romolo e Remo? Ma chi è Remo?

Ed ecco, l’artista aveva messo sotto un lenzuolo la statua, per far scena. Come il sipario a La Scala. Paride si gonfia il petto, pare un tacchino è raggiante, come un prete che diventa cardinale, quando? La statua è svelata e il presidente gela, quasi è preda di un infarto, il tempo di esclamare “ma su fatto la statua a Zocca”. Ecco Remo, è Zocca

San Isidoro era sputato Franco Zocca l’avversario di Paride alla guida della “stazione”. Urla, strepita, si arrabbia e chiude “non te pago”.

La statua era, incontrovertibilmente quella di Franco Zocca, l’artista non si rassegnava.

Ci vollero mesi per capire: l’equivoco nacque per via del suggerimento dello stesso Martella alla domanda “Ma come è fatto sto San Isidoro?”. E Paride rispose: va in Chiesa e vedi. E in chiesa l’effige del santo era stata commissionata anni prima dallo stesso Zocca che l’aveva commissionata a sua immagine e somiglianza.

Insomma, Paride voleva lasciare il segno alla Stazione ma santificò, per sempre Franco Zocca.

Storie di dispetti di santi, storie che se ci credi hanno un destino, un percorso, una fatica.

Morale: scherza con i fanti, ma lascia stare i santi. Piantate alberi e lasciate al Signore i suoi migliori figli.