Cisterna, quella musica per tutti che ora non c’è più

Cisterna, quella musica per tutti che ora non c’è più

2 Febbraio 2020 0 Di Luca Cianfoni

Abbiamo parlato giorni fa dell’Associazione Musicale Caetani e del suo impegno nel settore musicale che va avanti da 25 anni, ma quali sono gli spazi per la musica a Cisterna?

Cisterna e i suoi spazi (mancanti) per la musica

Da molto tempo si parla a Cisterna della famosa sala della musica, ovvero una sala prove comunale in cui poter ospitare i molti ragazzi che nella città dei butteri suonano uno strumento, hanno un piccolo gruppo insieme ai propri amici, ma che purtroppo non hanno uno spazio dove suonare. Tempo fa in consiglio comunale se ne fece menzione e la giunta attraverso le parole dell’assessore Ceri, assicurò che si stava facendo di tutto per portarla termine all’interno del Centro Polivalente di San Valentino. Ancora una volta si è persa notizia di questo spazio che a Cisterna sarebbe fulcro e un grande punto di aggregazione giovanile, dove gruppi musicali potrebbero incrociarsi e far nascere nuove esperienze. Dello sviluppo musicale a Cisterna ne abbiamo parlato anche con Eleonora Tatti, dell’Associazione Musicale Caetani:

“Una sala della musica a Cisterna aiuterebbe tantissimo lo sviluppo della musica, perché i ragazzi avrebbero sicuramente un luogo dove incontrarsi e far vivere i propri sogni. Noi ne stiamo costruendo una qui in associazione per i ragazzi e per gli insegnanti, ma che rimarrà aperta anche a tutti coloro che vorranno venire qui da noi a suonare. In ogni modo mi auguro con tutto il cuore che le persone che stanno in amministrazione riescano a realizzare questo progetto ambizioso.”

La sala prove comunale

Avere una sala prove comunale a Cisterna sarebbe sicuramente un passo avanti per i tanti ragazzi che sognano un giorno di esprimere la propria arte su di un palco, ma è evidente che non può bastare solo questo. L’Associazione Musicale Caetani tra la metà degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 ha provato con discreto successo a portare a Cisterna una stagione musicale classica e jazz, che poi non si è potuto più continuare. La sede era la bellissima sala Zuccari di Palazzo Caetani o lo stesso chiostro quando la stagione lo permetteva, ma la mancanza di un auditorium o di un teatro, a Cisterna si fa sempre più sentire.

“La mancanza di un luogo adatto è sicuramente un peccato, perché è più difficile organizzare eventi musicali. Noi abbiamo provato a organizzare eventi anche in aula consiliare e ben venga se si cominciano ad utilizzare luoghi che non sono pensati per la musica ma che possono facilmente adattarsi a questo, noi siamo riusciti a portarci un’orchestra. È giusto che questi spazi che non sono pensati per la musica vengano adattati, ma avere un luogo pensato ad hoc è sicuramente un’altra cosa.”

La mancanza di un teatro o di un auditorium

Qui ora subentra anche un certo sconforto da parte della cittadinanza, che nella buca dove prima c’era il consorzio agrario sognava di poter veder sorgere il proprio teatro, il proprio spazio dedicato alla cultura. Un luogo insomma dove poter godere della musica, dopo averla imparata nelle varie associazioni musicali e dopo averla sperimentata nella utopica sala prove. Uno spazio dove magari poter riproporre una stagione di musica classica, jazz, dove poter ospitare concerti anche pop, dove poter vedere i ragazzi di MOBilitazioni Artistiche e delle altre associazioni teatrali esibirsi con i loro spettacoli; un teatro dove in estate magari poter vedere le sempre più numerose proiezioni del Cisterna Film Festival.

“Io mi auguro di poter ridare una stagione di concerti a Cisterna – dice Eleonora Tatti -. Ovviamente come privati non ci possiamo sostenere da soli, serve che il pubblico abbia la volontà di investire su cultura e musica. Pensare un festival di musica in una città come Cisterna non è utopico, in giro per l’Italia ci sono realtà molto più piccole che organizzano festival importanti come il Jazzit nato a Collescipoli, vicino Terni. Questo è un festival che abbraccia più realtà che fanno parte del jazz come le etichette discografiche, i locali, gli artisti, ma ha anche una dimensione di civitates, di comunità cittadina che viene in qualche modo stimolata da quest’evento e che si mette a disposizione di questo festival, muovendo tantissime persone e tantissime realtà.”

Una realtà musicale come quella di Cisterna meriterebbe forse qualcosa di più; se solo pensiamo a gruppi che hanno avuto un successo internazionale come i Sonic Jesus o artisti del calibro dello stesso Elio Tatti, Manuel Finotti, Daniele Maggi, Tania Giupponi, Federica Callori, Maria Francesca Bartolomucci che hanno avuto e continuano ad avere un grande successo, non si può continuare a non pensare a creare una realtà aggregante per i giovani che graviti intorno alla musica.

La buca in centro meglio un teatro o un palazzo?

Creare qualcosa in questo ambito dunque contribuirebbe nella comunità di Cisterna ad aumentare la coesione sociale, ad educare a un maggior rispetto verso se stessi e verso gli altri, a non lasciare i giovani cisternesi in quello stato di abbandono che sentono perennemente sopra di loro e infine contribuirebbe ad arginare un’emorragia che porta i giovani a sognare un futuro lontano dalla propria città. Per tutte queste ragioni dunque rilanciare l’idea di un teatro a Cisterna non è utopico, né tanto meno inutile, perché curare i giovani di oggi significa pensare al futuro e allo sviluppo di domani. Dare dunque alla città di Cisterna che si ricorda, conta poco meno di 40 mila abitanti, un teatro-auditorium dovrebbe essere doveroso, un obbligo da parte delle amministrazioni, una priorità culturale, un asset fondamentale per lo sviluppo della città, che francamente di palazzi e altri appartamenti in centro forse non ne ha bisogno.