San Lidano, Di Raimo “libera” le coscienze dei consiglieri

San Lidano, Di Raimo “libera” le coscienze dei consiglieri

6 Febbraio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Sergio Di Raimo risponde a Franco Abbenda sulla questione della Statua di San Lidano. Fuori dalle considerazione dialettiche dice: la questione non è di maggioranza, non è di giunta, è nella libera disponibilità dei consiglieri. Certo si meraviglia della polemica su “una opera religiosa” “manco fosse un inceneritore”. Su questo mi permetto di dire che “simbolicamente” è anche più significativo, la statua resta per sempre, l’inceneritore ha un ciclo di vita, e poi è il “religiosa” che suona male rispetto ad uno spazio pubblico che è anche di chi prega altrimenti. Li, a santa Maria per i preganti c’è una chiesa, per i laici lo spazio della natura. L’armonia è pregare, per chi ritiene e guardare per chi vuole senza che alcuno prevarichi l’altro, come è sempre stato. Qui uno, il pregante, vuole prendersi anche lo spazio del guardante, e sono stato felice che molti credenti siamo tra coloro che non vogliono “invadere”, ma continuare la loro devozione nello spazio della coscienza e in chiesa.

Sindaco non è questione marginale, l’inceneritore è funzionale alla vita di una comunità, una statua o meno è essenziale all’anima di una comunità. La seconda è l’idea di come vivere: se mettiamo la statua stabiliamo che c’è un solo modo di farlo, se no che è possibile l’armonia di tanti modi per vivere.

Dice, ma è dono. Ho sempre avuto sospetto del donante, per antica storia: era dono la mela stregata di Biancaneve, lo era il cavallo di Troia. Nessuno è generoso per antica pratica del tutto umana a coltivare, ciascuno, la propria vanità (e non escludo ma non mi escludo). E se il dono generoso chiede in cambio di stravolgere il vivere, deve volerlo non la maggioranza ma tutti, perché se i tanti vogliono imporre la loro visione del mondo ai pochi muore, semplicemente, la ragione di essere liberi che è restare differenti.

Caro sindaco, la sua posizione di rimettere la questione al Consiglio nella sua libertà è cosa “buona e giusta”, ma non è questa questione una cosa marginale è più di un “banale” inceneritore che afferisce alla salute, qui è in gioco l’anima di noi, che è l’unica cosa di una comunità che sopravvive alla caducità a coi come singoli siamo destinati.

Pregate, voi che avete il dono della fede, nella vostra bellissima chiesa, poi se volete beatevi del creato guardando il piano, lasciate a chi non può che godere della bellezza, nel corto di questo vivere, di poter guardare liberi il piano, giù, giù sino al mare e magari ricordare un amore conquistato per questo ammirare raccontandoci intorno mille storie.

Spero che i consiglieri comunali nel loro libero arbitrio considerino l’anima e non badino ai doni.