La statua di Lidano nella “tirannia” del donante, Sesa Amici sulla partecipazione

La statua di Lidano nella “tirannia” del donante, Sesa Amici sulla partecipazione

17 Maggio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Sesa Amici non è una passata per caso nella sinistra setina, e non solo. Consigliere comunale, provinciale, deputata per 5 legislature deputato e sottosegretario di Stato nel governo Gentiloni per i rapporti con il parlamento. Insomma una che ha messo mano alla Costituzione. Una che nelle discussioni ci sta e, consentitemi na cica sa dice. 

Con lei parlare di statue di santi è un poco singolare, per via di una via laica di una comunità che ora si trova impelagata in una incredibile storia di idolatria e potere, e non di fede e sapere.

“Mi vuoi chiedere della statua a Santa Maria, premetto che sono cresciuta a via Castello,e i segni che stanno intorno alla tua formazione ti restano. Quindi sono legata a temi sentimentali rispetto alla questione, ma anche con quel distacco capace di vedere un poco dentro…”

Non c’è stato bisogno della mia domanda, entra dalla porta principale nella portata del problema che non è amministrativo, di procedure più o meno rigorose, non è estetico la bellezza è di ciascuno, ma di modo di concepire lo stare insieme

“Oggi dopo il virus, che ci ha sconvolto, siamo ad un bivio rispetto a quale modello di democrazia vogliamo. Una democrazia della partecipazione o una sudditanza al donante?”

Bel tema direi, in un momento di bisogno economico ed estetico il donante ha il coltello dalla parte del manico

Sì, se non c’è comunità. La comunità dice al donante, grazie della generosità ma resta nel possesso della autonomia di decidere cosa farne del dono, altrimenti accetti un simbolo del suo potere”

Da cittadino a suddito, da comunità libera a signoria

“Quando andavo a Santa Maria quella prospettiva era libera, si vedeva il piano che noi non potevamo vedere. Quel luogo è, poi, una piazza e la piazza non è uno spazio geometrico, ma un luogo di incontro, di vita. Ricordo i cineforum che si tenevano lì, le discussioni, la vitalità di voler litigare discutere, senza sigilli di potere”

Ma se ce lo donano?

“Il dono è atto d’amore, non chiede per sua natura condizioni. Se, per il dono, mi chiedi di non autodeterminarmi…”

C’è qualcosa che mi sfugge nel processo: trovo pelosa, per vecchio anticlericalismo, la generosità dei preti, trovo stridente la mancanza di orgoglio del potere collettivo

“Manca una cosa in tutto questo processo, spero che il sindaco lo abbia presente, manca la gente, manca la partecipazione, la discussione. Ho seguito il confronto che stai facendo su queste colonne, hanno ragione Giancarlo Loffarelli e Lelio Grassucci. Pongono problemi fondamentali e non è guerra di religione, ma passaggio democratico”

Spiegati meglio

Torno al nodo iniziale, la democrazia al tempo del virus che non sopporta i riti del confronto, le perdite di tempo, e corre l’emergenza. Cosa che va bene, ma l’emergenza finisce e i valori debbono prevalere, e la velocità che è virtù se sei in pericolo diventa essa stessa pericolo se questo non c’è, pericolo di libertà”

Lelio Grassucci propone il referendum

Ma perchè no, qui non si parla. Non si parla mai, la politica coincide con l’amministrazione, sui schiaccia sulle delibere ma non pensa su cosa deliberare. Sull’idea di comunità, abbiamo tanti talenti se non si discute, se non ci si confronta non emergeranno mai. Manca il respiro della comunità setina, questo manca”

La statua?

“Io sono per aprire gli spazi sempre, non chiuderli. Non mi piace chi chiude la vista, non mi piace chi dona ma, ponendo condizioni, non è generoso. Il dono è libertà nel farlo ma non può essere obbligo nel riceverlo. Il dono libero deve essere liberamente corrisposto”

Qui c’è uno che ti vuole sposare ti regala l’anello, stabilisce in che dito metterlo e come e pretende pure le nozze senza chiederti manco se lo ami

“Vedo il pericolo della sudditanza, che è la malattia contro cui la mia comunità politica è nata, non è pensabile”

La piazza…

“La piazza è di tutti, nessuno escluso ma anche nessuno in esclusiva”

Anche i greci donarono un cavallo ai troiani, anche Eva donò una mela ad Adamo e la mela fu dono per Biancaneve. Non tutti i doni escono bene.

Il Dio dei cristiani è un padre che fa un gran caso alle sue mele e assai poco ai suoi figli.
Denis Diderot