San Lidano e la corona di Napoleone

San Lidano e la corona di Napoleone

25 Maggio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Si riaccende il confronto sulla collocazione della statua dedicata a San Lidano a Sezze, un dibattito che pare voglia farsi amministrativo, addirittura lo si porta nella tenuta di una maggioranza comunale, quella che sostiene il sindaco Sergio Di Raimo. Ma? Ma il problema per me non è solo questo è più profondo, anzi questo (se c’è è contingente). IL nodo è:

Il Comune di Sezze è sovrano o no?

Il sindaco decide o registra?

La comunità è la somma dei singoli o è oltre questo?

I cittadini sono eguali negli spazi collettivi o alcuni lo sono di più?

Il consiglio comunale discute o ratifica?

Esiste una società civile?

L’INCORONAZIONE DI NAPOLEONE

Napoleone voleva farsi imperatore, per la cerimonia di incoronazione chiamò il Papa. Sarebbe stato lui a mettergli la corona imperiale. Ma il piccolo corso ci penso sopra: “ma se è il Papa che mi incorona ha il potere di farlo quindi mi è superiore. Decise di far assistere il Papa alla cerimonia, ma la corona se la mise in testa da solo”. Fuor di metafora se il donante, definito dal mio amico Luigi Zaccheo, munifico, decide cosa regalare, come regalare, come accogliere il dono e metterci il nome a futura memoria è come il Papa che incorona… comanda lui. Quindi è sopra il sindaco, sopra il consiglio comunale, sopra la comunità è “sovrano” non riconosce sopra di se alcuno. Cose banali? Mica tanto, Di Raimo è stato eletto Don Massimiliano il donante così “è l’eletto”. Se chi abbiamo eletto accetta senza alcun dire si dimensiona sotto ma non può perchè il popolo o è sopra o “serve”. Per inciso da noi la cosa è più grave perché fino al 20 settembre 1870 i preti comandavano anche nelle piazze, noi siamo riusciti a farli pregare liberamente nelle chiese la “riconquista” delle piazze è, per la Repubblica italiana, inammissibile.

Dice… ma lui, il donante rappresenta un pezzo della città. Vero, ma la città non è somma dei pezzi, ma oltre quella somma  è la sua storia, le sue generazioni passate, e quelle future e la parte di oggi è, dentro questa prospettiva è troppo poco per imporsi.

LA REGINA D’INGHILTERRA

Questa non è un confronto indifferente. Quando la regina di Gran Bretagna dei fare il suo discorso alla Camera dei Comuni il presidente dell’assemblea le fa fare anticamera, la fa aspettare per ribadire che lì c’è il popolo e la sua sovranità e loro fanno le leggi in nome della Regina. Capite che non è accettabile che un prete donando chiede solo la ratifica, che scavalchi la rappresentanza. I simboli sono sostanza.

Non è nodi di maggioranza, non è cosa di minoranza, non è questione di fede ma di come abbiamo stabilito di vivere, da sudditi o da cittadini?

Questo è il nodo. Poi, personalmente, diffido del dono del prete per ataviche ragioni che si traducono “fa quel che il prete dice non quello che fa”… ed ora ha fatto un dono.