Sezze, è morto Cristo… pardon Enrico Toti

Sezze, è morto Cristo… pardon Enrico Toti

28 Maggio 2020 0 Di Lidano Grassucci

Me lo segnala Paola Di Veroli, leggo il messaggio e scivola. Poi… poi inciampa nei ricordi quel che sto leggendo. Come fa una barca in mare sicuro e prende so soglio e una volta preso senti l’acqua che l’appesantisce e lo scoglio è evidente, invadente.

Nel messaggio c’è scritto che è morto Cristo. Proprio così, Cristo che per il popolo dei cristiani romani non è quello che è stato ma quello che l’arte ha immaginato e per noi, noi a Sezze, era chi lo aveva interpretato la sera del venerdì santo in processione. Ed eccolo quel volto che dal nome e cognome si fa soprannome e poi volto rigato, sofferenza manifesta, racconto della Fede evidente di un Cristo che potevi toccare con mano, che sentivi respirare. Poi, poi pochi quadri più avanti vedevi non vivo in un bianco sudario.

E’ morto Enrico Toti, aveva 76 anni lo chiamavano Rico Pizzammesa, faceva Gesù nella sacra rappresentazione del Venerdì santo a Sezze, pochi anni fa avevo scritto ricordando la morte del fratello Lorenzo che nella rappresentazione si “inventò” un incredibile Giuda, ipervero direbbero i capiscioni d’arte.

Enrico, il suo volto, è quello scoglio che era celato sotto il mare delle mie dimenticanze che ora lo vedono nel ricordo. Gesù che era un uomo che doveva avere il volto del popolo, Gesù che non recitava perché era e penso sia stato davvero come Enrico.

Ora confesso che quando vidi il Gesù di “La passione di Cristo” di Mel Gibson quel volto sulla croce, nei dubbi della croce, che parlava in aramaico a me parve di riconoscerlo, ma non nei lineamenti ma nella espressione che danno i nervi nel soffrire. Nulla era artato perché questa è una storia vera, Cristo muore.

Ti saluto in questa incredibile Fede che mette in dubbio anche chi non crede, perché anche io Cristo l’ho visto camminare per le mie strade, con Giuda e Pilato