Salvini liquida Roberto Reginaldi e apre la Lega.
10 Giugno 2020Salvini liquida Roberto Reginaldi come un incidente di percorso della tumultuosa crescita politica e apre la Lega al territorio. E nella Lega setina si tuffa Polidoro per alzare il tiro con il Partito Democratico.
Tutta la Lega si schiera con Zicchieri e Duringon
Il segretario nazionale della Lega ignora la nota con la quale il rimosso segretario della Lega setina chiedeva di verificare lo stato del partito nel Lazio e a Latina. Matteo Salvini liquida Roberto Reginaldi e si schiera con le scelte politiche compiute dal Segretario Regionale on. Francesco Zicchieri e dal sottosegretario del governo gialloverde on. Claudio Duringon che hanno posto termine alla stagione leghista di Roberto Reginaldi. Anche Matteo Adinolfi è allineato sulle scelte adottate pur evitando di addentrarsi in giudizi politici.
Sono amico di tutti, ma in politica contano gli atti e i fatti. Le illazioni feriscono le persone e un partito non può consentirlo.
E’ questa la laconica dichiarazione dell’eurodeputato pontino che pesa ogni singola parola per evitare di infierire. Adinolfi applica il principio dell’eutanasia cercando di addolcire la fine della stagione leghista dell’ex coordinatore di An, Udeur, Forza Nuova, Alleanza per Italia e Lega.
Salvini liquida Roberto Reginaldi come un incidente di percorso
Non usa alcuna diplomazia il segretario nazionale della Lega. Matteo Salvini ribadisce la piena fiducia in Francesco Zicchieri e Salvatore Di Pinto, rispettivamente segretario regionale e provinciale, duramente contestati da Roberto Reginaldi.
Nella tumultuosa crescita di un partito, come quella registrata dalla Lega, passata dal 2% al 40% in tantissimi territori, capitano questi incidenti di percorso. Importante averci posto rimedio. Adesso continuiamo a lavorare e a costruire. La Lega è un partito che deve guardare avanti e lavorare per un governo alternativo alle sinistre. A Latina ci stiamo muovendo perfettamente in questa direzione.
Salvini suona con la grancassa il de profundis leghista di Roberto Reginaldi e azzera tutte le speranze di chi pensava che lo strappo fosse rammendabile nel tempo.
Salvini liquida Roberto Reginaldi per la sua instabilità politica
Roberto Reginaldi è stato rimosso da coordinatore della lega con una nota del 4 maggio firmata dal segretario provinciale Salvatore Di Pinto. Successivamente il politico di origini francesi si è scagliato contro i dirigenti della Lega contestando in modo particolare gli incarichi di consulenza che erano stati affidati. Reginaldi ha persino chiesto scusa agli elettori per aver sostenuto la eurodeputata Anna Laura Bonfrisco ripetutamente ospitata presso il Casale intitolato a Vittorio Reginaldi, lo stimato e rispettato imprenditore di Sezze Scalo padre di Roberto. La Bonfrisco idolatrata e ospitata in ogni manifestazione setina è stata ripudiata in 5 minuti e aspramente criticata sui social. Sulla deflagrazione dei rapporti con la Lega provinciale hanno pesato anche i diverbi con i diversi dirigenti e militanti locali presentati come statisti acquisiti alla causa leghista e successivamente ripudiati come cospiratori.
Le prospettive politiche di Roberto Reginaldi
Completamente perduto il lavoro svolto da Reginaldi degli ultimi anni che nelle sue intenzioni doveva proiettarlo a guidare l’intero centrodestra setino.
Nella Lega resterebbe semplice militante per candidarsi a consigliere. Strada poco realista. Reginaldi teme che alla fine gli neghino anche la candidatura e sopratutto sa che la corsa solitaria della Lega porterebbe ad eleggere solo il candidato sindaco. Scartato il ritorno a Forza Nuova che a Sezze non ha appeal elettorale.
Potrebbe decidere un anno sabbatico ed evitare di candidarsi. Difficile che questa ipotesi resti consistente ripresosi dal trauma della rimozione e dall’abbandono politico che sta vivendo in questi giorni.
La scelta più naturale sarebbe Fratelli d’Italia ma esistono troppi ostacoli. In primis la dirigenza locale lo teme elettoralmente e quindi frenerebbe massicciamente. In secondo luogo Reginaldi rappresenterebbe una mina vagante per gli equilibri amministrativi di un partito che a Sezze, in modo silente, con l’avvallo di Sergio Di Raimo, sembrerebbe governare largamente l’ufficio tecnico comunale e i connessi incarichi legali. Infine a Latina ci penserebbero molto prima di attirarsi il filo di fuoco che Reginaldi si porta inevitabilmente appresso.
Il futuro politico di Reginaldi si intreccia con i giochetti di Polidoro
Il francese trapiantato in pianura è dotato di mille risorse. Scartata Italia Viva per l’impopolarità di Renzi nel residuo elettorato reginaldiano, sta pensando ad Azione di Carlo Calenda. Il problema che lo attanaglia è la costruzione della lista, lavoro complesso e tortuoso che potrebbe rivelarsi inconcludente come quello compiuto con la lista Noi con Salvini. Morirebbe dalla voglia di ricandidarsi a Sindaco ma il sogno è zavorrato dalla consapevolezza che la campagna elettorale si concluderebbe senza scranno consiliare.
In questo quadro le scelte di Reginaldi si intrecceranno con i giochetti di Enzo Polidoro e le scelte di Sergio Di Raimo. Il primo intreccio a distanza è avvenuto in questi giorni. Mentre Reginaldi usciva in modo traumatico, il politico maentino si avvicinava col solito fare mellifluo alla Lega e il Sindaco di Sezze ha dovuto cominciare a rincorrerlo.
Polidoro dalla Lega: per la solita politica dell’incasso dai due forni
Come un rapace sulla preda politica, il consigliere Enzo Polidoro, pilastro politico di Sergio Di Raimo, si è incontrato con chi tira i fili dell’organizzazione leghista in provincia. La tecnica è la solita: avvicinarsi alla Lega per sfilare qualche convenienza politica sbandierata come necessaria per convincere il gruppo ad aderire. Al contempo alzare il tiro con il Sindaco Di Raimo e con pezzi del Pd che non possono farlo fuggire pena la caduta della maggioranza. E’ la solita tecnica polidoriana per massimizzare le convenienze politiche del gruppo maentino: Polidoro si farà corteggiare da entrambi ma resterà con Di Raimo. Il consigliere comunale ininterrottamente al governo della città dal 1994 è consapevole che sposare la Lega significherebbe andare all’opposizione e perdere l’ossigeno che ogni Sindaco si candida per negargli e indi si piega a potenziare.
Polidoro resterà con Di Raimo e potrebbe caricarsi Reginaldi
Finita la politica dell’incasso dai due forni, Polidoro resterà con Di Raimo e cercherà in ogni modo di costruire una lista che gli consenta di continuare ad essere il solito ago della bilancia, cerniera di ogni governo di Sezze dell’ultimo trentennio. E Roberto Reginaldi rappresenterebbe un ricco boccone elettorale per incrementare i voti della lista. Per Reginaldi potrebbe essere l’opportunità per rientrare in consiglio e l’attrazione potrebbe diventare irresistibile. Gli ostacoli sono diversi e le variabili potrebbero essere complesse ma tutte superabili stante ai capolavori politici ai quali sono abituati il politico d’oltralpe e il consigliere cerniera. D’altronde Reginaldi e Polidoro sono già stati insieme nell’Udeur di Mastella. In definitiva il de profundis leghista del rimosso coordinatore diventerà l’opportunità di Polidoro per raddoppiare le convenienze politiche e per Reginaldi l’occasione di tornare in consiglio in carrozza. Ma …ci sono diversi ma che si affacciano come nubi gravide di pioggia all’orizzonte.




Solo per ricordare che Reginaldi ed il pupo biondo, viaggiavano insieme nella “costituente democratica ” di qualche anno fa. I due hanno girato l’intero arco costituzionale lasciando “cadaveri” ovunque.