Roberto Reginaldi evita di replicare e si perde nel Labirinto del Silenzio.
11 Giugno 2020Roberto Reginaldi evita di replicare alla campagna di verità e trasparenza condotta dal Fatto a Latina. Sollecitato sia pubblicamente che privatamente, il rimosso segretario della Lega setina ha preferito non esercitare il diritto di replica garantito dalla nostra testata.
Roberto Reginaldi evita di replicare dopo la rimozione da coordinatore della Lega
Dopo la comunicazione inerente la rimozione da coordinatore della Lega pervenuta il 4 maggio a firma del segretario provinciale Silvano Di Pinto, Roberto Reginaldi evita di replicare. Dopo un iniziale sbandamento comincia a denigrare la Lega. Pubblica sui propri profili social dei post nei quali contesta l’eurodeputata Anna Laura Bonfrisco per delle vicende vecchie di anni. Successivamente si scaglia contro la Lega per un incarico di consulenza affidato ad una professionista titolata. Si spinge a sostenere che il metodo Scajola è un sistema largamente utilizzato dai vertici leghisti. Si appella al segretario nazionale Matteo Salvini affinchè verifichi cosa stia succedendo nella Lega, nel Lazio e a Latina. Difatti chiede di verificare l’operato del segretario Regionale Francesco Zicchieri e del Segretario Provinciale Silvano Di Pinto.
La Lega si schiera con la Bonfrisco e Di Pinto e difende il partito
I vertici della Lega liquidano le dichiarazioni del rimosso coordinatore setino come illazioni strumentali e prive di ogni fondamento. Richiamano il senso del dovere dei dirigenti e dei lavoratori della Lega, il loro impegno a favore dei territori e dei cittadini. Impegno ancor più massivo e impegnativo data la grave crisi economica sanitaria del Paese. Duringon e Zicchieri costruiscono una massicciata protettiva intorno al proprio gruppo dirigente forti del consenso di Matteo Salvini e dei vertici nazionali. Si schiera anche l’altro uomo forte della Lega di Latina, l’eurodeputato Matteo Adinolfi.
Roberto Reginaldi evita di replicare e spera che la Lega prenda le distanze
Pur sollecitato, in calce ad ogni articolo e privatamente, Reginaldi evita di replicare e sembra perdersi nel Labirinto del Silenzio. Ancora spera che arrivi un segnale che lo rimetta in carreggiata. Agli ultimi collaboratori si spinge a confidare che la Lega potrebbe smentire quanto riportato su queste colonne.
La politica è l’arte del possibile e quando il motivo del contendere sono le posizioni politiche di Roberto Reginaldi può succedere di tutto. La squadra multicolore costruita negli anni è l’originalissimo prodotto di capacità e abilità poliedriche su cui sono incastonate due perle diamantate. Il politico d’oltralpe è stato capace di far intitolare la scuola di Ceriara al Partigiano Aldo Bottoni e dopo pochi mesi di aderire a Forza Nuova. Di animare i Forconi di Latina mentre a Sezze, in quota Alleanza per l’Italia di Rutelli, sosteneva Andrea Campoli, Sindaco del PD.
La replica della Lega dovrebbe chiarire la rimozione
Con mossa apparentemente intelligente e astuta Reginaldi evita di replicare. Cerca di far decantare tutte le sue contraddizioni politiche. Al contempo sollecita per ogni dove i dirigenti della Lega, i pochi che ancora gli rispondono, a prendere le distanze da quanto riportato da questo giornale.
Nel Labirinto del Silenzio apparente ove si è rifugiato, al rimosso coordinatore di Alleanza Nazionale, Udeur, Alleanza per L’Italia, Forza Nuova e Lega, sfuggono diverse questioni.
Per prendere le distanze dal pezzo Roberto Reginaldi rimosso dalla Lega al pari di An e Forza Italia, la Lega dovrebbe smentire il comunicato con il quale ha provveduto a rimuoverlo.
Difatti i vertici leghisti dovrebbero avallare la prima ipotesi fatta circolare da Reginaldi. “La mia rimozione è un pesce di aprile prorogato causa covid”, con il quale ha tratto in inganno numerosi operatori dell’informazione. Pare una esagerazione.
Roberto Reginaldi evita di replicare in pubblico e si sfoga in privato
Il pezzo Reginaldi denigra la Lega e si avvilisce dovrebbe auto smentirlo dato che riporta solo i post che egli ha pubblicato contro i suoi ex amici di partito. Solo Roberto Reginaldi può smentire i suoi scritti contro la Bonfrisco, Zicchieri, Di Pinto e tutto il partito regionale. Solo il rimosso coordinatore della Lega può smentire o chiarire le generalità del deputato che ha amicizie poco raccomandabili. Il politico d’oltralpe è l’unico che può smentire, o chiarire, perchè la Bonfrisco da migliore candidata per il territorio pontino è diventata una eurodeputata da rinnegare. Addirittura da ripudiare pubblicamente sino a indurlo a scusarsi con i propri elettori. Sempre il politico francese trapiantato in pianura deve chiarire perchè ha evidenziato che nella Lega di Latina vige un metodo Scajola. Sistema per il quale ha chiesto persino l’intervento di Salvini. A onor del vero sembrerebbe che Roberto Reginaldi evita di replicare in pubblico e si sfogherebbe in privato sostenendo di pagare dazio perchè “scomodo”.
La smentita della Lega significherebbe nominare Reginaldi segretario regionale
La Squadra Multicolore è stata rettificata integrando la sua partecipazione all’esperienza della Democrazia Cristiana come segretario e guarda spalle di Mario Sagnelli, all’epoca assessore ai Lavori Pubblici.
Gli articoli termina la stagione leghista di Reginaldi e Salvini liquida Reginaldi se smentiti consegnerebbero le chiavi del partito regionale al rimosso coordinatore setino. Difatti il partito nel suo complesso dovrebbe riconoscere come valide le critiche mosse da Reginaldi all’operato dei suoi massimi dirigenti provinciali. Gli articoli del Fatto invece riportano le dichiarazioni di biasimo di Duringon, Zicchieri, e Adinolfi per le improvvide esternazioni del politico d’oltrealpe. Vertici regionali e provinciali che hanno incassato il sostegno di Salvini, che ha ignorato la richiesta di Reginaldi di verificare cosa succeda nel partito di Latina e del Lazio, e ne ha evidenziato l’aderenza al territorio dimostrato dalla capacità di crescere dal 2% al 40%, pur avendo incidenti di percorso come quelli di Roberto Reginaldi.
Il rimosso coordinatore della Lega cerca di prendere tempo, ricollocarsi e rilanciare la politica delle guerre personali
La rimozione da coordinatore della Lega è stata una botta politica tremenda per Roberto Reginaldi. La deflagrazione della notizia sulla stampa gli appare una tragedia umana e personale spaventosa. Eppure replicare e chiarire gli permetterebbe di spiegare le proprie ragioni.
Gli consentirebbe di elencare chi lo ha indotto in errore. Chi ha attizzato il fuoco esponendolo in un momento particolarmente difficile, allargando il fronte dello scontro sempre alimentato in questi anni. Replicare gli permetterebbe di evidenziare che determinate situazioni le aveva già evidenziate nel partito allorchè erano state fatte altre nomine. Chiarire gli permetterebbe di stroncare sul nascere le diverse ipotesi politiche che lo vedono avvicinarsi a Calenda e a Enzo Polidoro. Parlare gli consentirebbe di illustrare perchè si considera scomodo.
Reginaldi replichi e chiarisca le motivazioni e i pozzi che alimentano le sue guerre personali
Confrontarsi gli consentirebbe di spiegare che, anche fosse terminata la sua stagione leghista, l’azione politica futura è improntata ad abiurare le guerre personali e a privilegiare le proposte e la crescita del territorio.
Uscire dal Labirinto del Silenzio gli consentirebbe di sottrarsi al sistema degli scacchi di chi muove le pedine per scatenare incendi e tempeste che coprono le mosse di re e regine e di evidenziarne i pozzi che alimentano le sue guerre personali e avvelenano la sua vita politica.
Aprirsi e parlare servirebbe per chiarire le motivazioni che lo hanno indotto a crocifiggere una ragazza solo perchè era di Sezze e lavorava alla Protezione Civile di Zingaretti. Gli sarebbe utile per illustrare dove originano gli screzi con gli amici di partito che hanno costellato tutte le sue esperienze politiche e in modo particolare quella leghista.
Si apra alla città e spieghi “chi è l’alta politica amica degli Utu che fanno affari con profughi e donne violentate”
Ritrovare il coraggio di parlare gli consentirebbe di esplicitare “chi sono gli Utu, chi sono quelli che a Sezze e dintorni fanno affari con i profughi e le donne violentate, chi sono i loschi personaggi di cui alcuni in politica e altri dirigenti e funzionari di enti” come scriveva sui propri profili social il 1 maggio, solo tre giorni prima della defenestrazione.
Roberto Reginaldi dovrebbe replicare e chiarire “chi sono le persone che abbiano amicizie in politica, alta politica, sia maggioranza che minoranza perfino in partiti che sono palesemente contrari e si dicono nemici dichiarati del sistema di accoglienza dei migranti”. Roberto Reginaldi dovrebbe replicare e spiegare “chi è l’alta politica, di minoranza e di maggioranza, amica di chi fa affari con gli Utu”. Se su tali questioni si trincera nel Labirinto del Silenzio le nuvole gravide di pioggia dovranno scaricare montagne di acqua per domare gli incendi attizzati.



