«Hanno  preso tre bravi che me conoscevano pure bene». E il Cambellotti si accende in un istante

«Hanno preso tre bravi che me conoscevano pure bene». E il Cambellotti si accende in un istante

20 Novembre 2022 0 Di Maria Corsetti

«Grazie al cazzo, hanno preso tre bravi che me conoscevano pure bene»

Commento del fantasma di Antonio Pennacchi che espia le sue colpe girando per Latina e assistendo a tutto ciò che accade nel suo nome (per chi non avesse letto Pennacchi: l’idea non è mia, ma sua che fa girare il fantasma di  Mussolini per l’Agro pontino).

Non parlerò quindi di Pennacchi, ma della bellezza del Museo Cambellotti (Fantasma: «Quella è l’Opera Balilla») in un sabato pomeriggio di un novembre indeciso, un po’ pioggia, un po’ vento. Una sala piena con gente in piedi che è rimasta in piedi senza fiatare, senza muoversi.

L’evento tratta di “Antonio Pennacchi, cittadino e scrittore”.

«Che cazzo c’entra cittadino. Cittadino ci nasci. Scrittore casomai. Cittadini ci so tutti, vabbè anche scrittori, a sentì Wikipedia è chiunque crei un lavoro scritto. Scritto come».  Scusate, è il fantasma che interferisce.

Locandina dell’evento Rotary club Latina del 19 novembre 2022

A proposito del fantasma, i tre bravi sono: Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista Limes, Rino Caputo, già preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata e  Clemente Pernarella, attore e alter ego di Antonio. Quanto Pernarella legge o recita Pennacchi, è Pennacchi, non diventa, ma è.

Io passo solo per dare un’occhiata, sono stanca. Spiego a me stessa che l’acustica non sarà eccezionale, invece si sente benissimo. E poi io Pennacchi l’ho letto e sentito recitare. Mi intercetta, mentre sto per andare via, Sergio Mancini: «Ma che fai? Abbandoni il campo?».  Entro in sala. Mi colpisce una luce viva, non solo in senso di luminosa, ma proprio viva. L’allestimento è al contrario di quello solito e l’idea è perfetta. Sergio Mancini, orgoglioso: «È stata una mia idea». La pubblica amministrazione è anche questo. Qualcuno che ci lavora da anni e ne ha passati di  sindaci, assessori e dirigenti eppure è ancora in grado di sentire la bellezza, di proporre e di bloccare, come ha fatto con me, qualcuno che sta per imboccare l’uscita: «Perché guarda che è un peccato perderselo».

Ieri, sabato 19 novembre 2022, sono accadute due cose, anzi tre cose inusuali.

  • Il Rotary club Latina si fa davvero club di servizio e organizza un evento fatto bene, per niente fine a se stesso.

    Antonio Currà – Presidente Rotary Club Latina

    Il presidente, Antonio Currà, è giusto nei tempi e parla con il sorriso di chi è contento. Lui, uomo di medicina, abituato a dialogare con la meccanica dell’umanità, organizza due ore di letteratura che catturano, che ne vorresti ancora.

  • La seconda è stato il pubblico, non i soliti noti, ma anche volti inediti. In silenzio, e chi aveva conquistato la sedia non l’ha abbandonata fino alla fine, deludendo chi stava in piedi e sperava che a un certo punto qualcuno andasse via. Ma non si è alzato nessuno.
  • La terza non appartiene alla categoria dell’inusuale in sé, ma è il concetto che, se non inusuale, è piuttosto impopolare: per fare le cose fatte bene ci vogliono le persone, ci vogliono i talenti, la voglia di fare, ci vuole la fatica dietro le quinte, il sommerso dell’ iceberg. Gli spazi servono, ma sono relativi. Il Museo Cambellotti è stata una cornice sicuramente indovinata, ma sono state le parole dette a illuminarlo.

A questo punto starà aumentando la schiera di quelli che fanno proprio il concetto di cui sopra e: «Grazie al cazzo, hanno preso tre bravi che lo conoscevano pure».

C’è chi avrà scoperto lo scrittore dietro al personaggio. Lo scrittore enorme. L’ho sentito dire fuori da Latina, al Festival della Comunicazione di Camogli l’anno scorso da Fabio Genovesi ed è proprio vero.

Un brivido corre lungo la sala quando Rino Caputo mette Pennacchi su un binario parallelo a quello di Manzoni. Come si fa a controbattere Rino Caputo. Lo fa Lucio Caracciolo, che non deve aver amato molto Manzoni. Mi permetta Caracciolo, ascolti i Promessi Sposi letti da Paolo Poli su Audible: sono una meraviglia assoluta. Spero, al più presto di poter ascoltare Canale Mussolini letto da Clemente Pernarella.

Ps: su Audible si possono ascoltare Palude e Camerata Neandertal letti magnificamente da Alberto Rossatti. Ma Clemente è la voce di Antonio che ci parla ancora.

E’ ora di chiudere, per riportare il tanto detto non è questo il luogo. A me piace sottolineare il passaggio sulla lettura ad alta voce, perché Pennacchi scriveva e parlava, ma mai una virgola doveva essere corretta dei suoi scritti.

 

Foto di copertina – Da sinistra: Clemente Pernarella, Rino Caputo, Lucio Caracciolo

 

 

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