Il cappotto di Emilio che “nascondeva” uno scrittore e la mia sorpresa

Il cappotto di Emilio che “nascondeva” uno scrittore e la mia sorpresa

19 Febbraio 2022 1 Di Lidano Grassucci

Che destini ha la storia, che strana è la storia. Mentre vivi non ti accorgi che costruisci ricordi, che il presente non andrà via quando diventerà domani ma si farà solo indelebile.

Sono alla presentazione del libro di Emilio Andreoli “Latina nei miei racconti. I luoghi di aggregazione” per i tipi di Progetto Futuro. Un volume nato su queste colonne.

Parlo, come si fa quando sei bravo presentatore e non il solito provocatore, del filo che mi lega all’autore e di quando da giovani una nostra amica scelse lui fuori dal gruppo. La cosa mi incuriosì e andai a vedere chi fosse al suo negozio di Corso della Repubblica, lo vidi dalla vetrina con un cappotto… immaginatelo come un mantello di cavaliere, che faceva delle spalle al cui confronto Stallone era smilzo. Restai impressionato, ma quando si tolse il cappotto la possanza perse di “potenza” e gli attribuii il nome di “sotto il cappotto niente”. Mentre ricordo l’episodio, insieme alla mia prima corsa in Maserati (una bellissima biturbo) che debbo sempre ad Emilio, lui si alza e da una busta di carta bianca tira fuori…. il cappotto e con aria di chi lo sapeva indossare lo veste, diventando un altro, diventando un Emilione e alla sua tradizionale timidezza si sostituisce una evidente sicurezza. Mi ha fregato, ha portato l’ironia all’ironia, facendomi in gran regalo.

Il cappotto è intatto e sono passati 30 anni e di più, tessuto bellissimo di lana sopraffina, Ora ho capito che non era il cappotto che faceva Emilio, ma Emilio che determinò la bellezza di quel bel cappotto. Insomma “sotto il cappotto uno scrittore”.

Grazie Emilio, mi diverto molto di rado negli incontri pubblici, tu mi hai donato un gran divertimento.