La landa infrattata dei morti di fame

La landa infrattata dei morti di fame

26 Gennaio 2020 0 Di Maria Corsetti

Turismo a Latina – Capitolo terzo

Breve riassunto dei due capitoli precedenti: a Latina manca la mentalità imprenditoriale, d’altra parte in una landa di morti di fame, protetti dalla santa patrona meno celebrata del mondo dai suoi protetti, cosa ci si può aspettare. Fine del riassunto.

 

C’è ancora chi fa fatica a capire che Latina sia capoluogo di provincia e sull’indirizzo (oggi con le mail si vede un po’ di meno) scrive Latina, provincia di Roma. Chi si stupisce che a Latina ci sia il mare (cosa oggettivamente inusuale per una città situata in una penisola piuttosto lunga e stretta), chi ci mette il bollo di fascista (che significherà nel 2020 dire che una città è fascista?), chi giustamente non ci va perché arrivarci è un’impresa.

I trasporti, parliamone. Da qualche anno i treni sono un incubo minore, nel senso che ce ne sono tanti e non sempre puntuali, ma arrivano. Poi ci sono tutte le incognite e molte non giustificano il prezzo del biglietto (10 euro un intercity Latina-Roma, 20,50 euro Latina-Napoli).

Mettiamo un giorno normale di treni in orario, mettiamoci pure che, con il regionale diretto in 35 minuti si arriva a Roma con 4,10 euro. Da Latina Scalo però. Perché il primato di unica città del mondo con la stazione a otto chilometri dal centro ce lo teniamo. Buon per i circa settemila abitanti di Latina Scalo, i restanti centoventimila si organizzano come possono.

E i turisti? I turisti, se proprio ci tengono a venire da queste parti, si organizzano. Se sono capaci a prendere un volo intercontinentale, saranno anche in grado di:

– arrivare in treno

– prendere il bus per le autolinee

– prendere il bus per il lido

Che ci voglia un’ora e mezza, se tutto fila liscio, per arrivare dalla stazione di Latina Scalo a Capoportiere (neanche 20 chilometri dentro la stessa città) è un discorso a parte, o meglio, l’ultimo dei problemi.

Per i potenziali turisti: Capoportiere è il fulcro del Lido di Latina, da lì si può scegliere se fruire del tratto fino a Foce Verde, con qualche stabilimento balneare, qualche bar, alcuni ristoranti e un paio di negozietti per comprare costume e ciabatte last minute, oppure se fruire del tratto fino a Rio Martino, più selvaggio e con scorci belli da togliere il fiato, d’estate ci sono anche i chioschi. Chilometri di spiaggia libera, non sarà chiara come quella di Sabaudia, ma anche i prezzi non sono gli stessi e le dune ci sono e fanno bella figura. Il problema è arrivarci. In realtà è un problema anche arrivare a Sabaudia, ma a Sabaudia ci vanno i vip e l’impossibilità del trasporto fa parte del valore aggiunto.

Torniamo a Latina, all’impareggiabile città, di fronte alla quale si arrende anche Google Map: Spiacenti, non siamo riusciti a calcolare le indicazioni stradali per il trasporto pubblico da “Latina Scalo, Provincia di Latina” a “Capo Portiere, 04100 LT”

 

P.S. dedicato a chi se la sta già prendendo con l’attuale amministrazione: almeno in questa rivoluzione colettiana è spuntato un sito internet che uno straccio di indicazione su orari e tragitti la dà, www.cscmobilita.com . Ci vorrebbe poco a farlo meglio, ma almeno esiste. Per i cittadini va bene, per i turisti temo di no.

Mi va di ricordare anche che un Comune ha tante priorità e il turisimo può non essere la prima. Ricordo ancora che ci sono enti che si occupano di turismo, ma anche agenzie e compagnia bella.

Inoltre il parcheggio si può pagare con una app e anche al mare si può avere la tariffa oraria.

Un piccolo passo per l’umanità, un passo enorme per Latina.

 

Continua…

 

Per Turismo a Latina – Capitolo secondo:

Pellegrinaggi spirituali e santi patroni

Per Turismo a Latina – Capitolo primo:

Tutto ha inizio in una landa di morti di fame