Casa del Martirio, solo andata, pellegrinaggio incluso

Casa del Martirio, solo andata, pellegrinaggio incluso

3 Febbraio 2020 0 Di Maria Corsetti

Turismo a Latina – Capitolo quarto

Breve riassunto dei tre capitoli precedenti: a Latina manca la mentalità turistica, d’altra parte in una landa di morti di fame, protetti dalla santa patrona meno celebrata del mondo dai suoi protetti, cosa ci si può aspettare. Anche Google maps ci ignora e dice che non c’è alcun mezzo pubblico per raggiungere i luoghi più ameni del territorio. 

 

Google maps si rifiuta di segnalare i mezzi pubblici per raggiungere le località rinomate di Latina. Ma Google maps, mi hanno fatto notare nel dibattito che ha preso piede su Facebook, è utile come navigatore quando si viaggia in auto, molto meno aggiornato sui mezzi pubblici. Suggerimento: prova Moovit e vedi che non rimarrai delusa. Oggettivamente Moovit dà una risposta. Certo, ha il limite di dare fino ai tre giorni successivi al momento in cui la cerchi, quindi se vuoi viaggiare di domenica devi aspettare giovedì per chiedere, ma non stiamo a cercare il pelo.

Faccio la ricerca di domenica. Domenica 2 febbraio. Moovit è dettagliatissimo: se dalla stazione di Latina (digitare Latina Scalo sennò non capisce), vuoi andare al Lido di Latina (scrivere Capoportiere sennò si confonde con Via del Lido), non devi fa altro che prendere il bus, arrivare a Latina città e camminare per 92 minuti. Oppure da Latina centro prendere un altro autobus che ti avvicina un po’ e il tempo a piedi si riduce a un’ora.

D’accordo, è il 2 febbraio, che ci viene a fare un turista al mare? Magari preferisce il Lago di Fogliano. In questo caso i minuti a piedi sono 98. Su una strada dove il pedone ha una percentuale bassissima di rimanere vivo. Almeno per andare al mare c’è la pista ciclabile che protegge la scarpinata. Va bene, del Lago di Fogliano per questa volta ne facciamo a meno.

Poiché è domenica sarebbe il caso di fare un po’ di turismo religioso. Meta ideale La Casa del Martirio di Santa Maria Goretti, che magari fuori di Latina conoscono la patrona più dei suoi cittadini che, associandola all’ospedale chiamato con il suo nome, non sempre hanno pensieri gentili per lei. In questo caso, sempre Moovit, ci dice che il mezzo pubblico ci abbandona a 135 minuti a piedi di distanza dalla casa del Martirio. Praticamente è incluso il pellegrinaggio.

Torniamo alla mancanza di mentalità imprenditoriale dal punto di vista turistico. Il male endemico per molti, mi concedo una banalità: il Coronavirus dell’economia pontina.

Faccio un ragionamento spicciolo (dopo la banalità ci sta bene) in risposta a chi ha tirato fuori tutte manovre e incapacità degli amministratori della prima, della seconda Repubblica e di quella attuale. La politica adotta strategie, presenta piani eccetera. Ma ha anche interlocutori con cui confrontarsi. Di norma questi interlocutori, se non li stai a sentire, si incazzano. Eh, ma noi mica siamo la Francia che facciamo le rivoluzioni! (Va di moda dire così).

Dunque, una landa di morti di fame che non è la Francia (dove erano abbastanza morti di fame).

No, la rivoluzione no, meglio una cabina di regia (ma chi ha coniato questa espressione si è reso conto del danno che ha fatto?). Comunque cabina di regia significa nell’ordine:

  1. dagli ultimi anni ’90 alla crisi mondiale (un decennio più o meno): tutti gli attori (se c’è una regia ci sono anche gli attori) coinvolti vanno a cena in un ottimo ristorante. Si siedono intorno a un tavolo imprenditori, politici e giornalisti (io per prima). Il cibo è ottimo, il vino diventa sempre più buono, guarda che meraviglie che ci abbiamo, qui possiamo fare concorrenza a tutti. Ne riparliamo, tra un mese facciamo il punto della situazione, facciamo una bella conferenza stampa e offriamo un buffet a base di prodotti tipici (arrivavano in abbondanza le migliori specialità ed erano talmente tante che la sera con gli avanzi ci facevamo le feste).
  2. dalla crisi a oggi: ci siamo tutti dimagriti. Le conferenze stampa sono malinconiche anche perché tante televisioni e giornali hanno chiuso e i giornalisti hanno cercato lavoro altrove (io per prima anche qui). Però una speranza c’è: è il turismo. Eccolo, in agguato il volano di rilancio (altra espressione di gran successo, se si fosse materializzata la metà delle volte che è stata invocata oggi Latina farebbe concorrenza ai Caraibi), il turismo risolverà tutti i problemi, creerà posti di lavoro (il creare sarebbe di esclusiva competenza dell’Altissimo), e già che ci siamo, poiché il complesso da morti di fame non ce lo leva nessuno, vogliamo il turismo di lusso. Giusto, tanto i magnati non usano i mezzi pubblici e quindi il problema trasporti è superato.

 

continua…

 

Per Turismo a Latina – Capitolo terzo:

La landa infrattata dei morti di fame

Per Turismo a Latina – Capitolo secondo:

Pellegrinaggi spirituali e santi patroni

Per Turismo a Latina – Capitolo primo:

Tutto ha inizio in una landa di morti di fame