La solitudine e i tradimenti non spezzano Reginaldi.
15 Giugno 2020L’abbandono del partito e degli amici sono due spine sanguinanti nel fianco del rimosso coordinatore della Lega ma la solitudine e i tradimenti non spezzano Reginaldi. E una diversa consapevolezza potrebbe aprirgli una nuova stagione di maturità politica e istituzionale.
La reazione evidenzia solitudine, tradimenti … e caparbietà
Roberto Reginaldi rompe il silenzio e torna a parlare di Lega e politica dopo la rimozione da coordinatore. Lo strumento usato è un post di giovedi nel quale pubblica il nostro articolo Il Labirinto del Silenzio, taggando 29 amici e tutto il gotha della Lega provinciale e regionale. Nel post spiega in modo articolato i diversi passaggi avvenuti nei diversi partiti e tra gli schieramenti e fà una chiamata di correo.
“Tutti (tanti ndr) hanno un passato politico di ripensamenti e posizione, ma l’importante è che lo hanno fatto con cognizione di causa e onestà intellettuale e politica. Se lo hanno fatto magari erano convinti che il loro contributo era più incisivo da una parte piuttosto che dall’altra”.
Omette di precisare che i ripensamenti non legittimano la denigrazione dei precedenti amici di ventura.
L’abbandono della Lega è plastico, evidente, totale
Il post nel suo complesso evidenzia in modo plastico l’abbandono subito dal suo partito. Reginadi palesa che i vertici leghisti potrebbero smentire quanto affermato su queste colonne e provvede a taggare gli onorevoli Zicchieri (segretario regionale) Duringon, Adinolfi, Tripodi. Tagga anche il segretario provinciale Silvano Di Pinto e i responsabili della comunicazione della Lega. Il post non viene accettato in nessuna bacheca, non raccoglie un like di nessun esponente leghista. A distanza di una settimana nessuna smentita è arrivata alla redazione di questo giornale. L’abbandono è plastico, evidente, totale eppure sembra che Reginaldi lo abbia cercato per mettere la Lega di fronte alle sue responsabilità. Per quattro anni ha dato tutto senza ricevere niente, neanche l’onore delle armi. Ha sicuramente sbagliato nelle reazioni, andrebbero però evidenziate le cause di siffatte prese di posizione.
La solitudine e i tradimenti degli amici sono evidenti e evidenziati
Nel post con il quale cerca di uscire dall’angolo, combattendo da par suo, Roberto Reginaldi tagga anche numerosi amici compreso il consigliere comunale di maggioranza di Sezze Alessandro Ferrazzoli. Anche su questo versante solo due aprono la bacheca al suo sfogo. Nel complesso anche i like sono miseri, diciotto e solo cinque di Sezze, due soli commenti, uno di un profilo fake e uno di Fondi. D’altronde Roberto Reginaldi si era già portato avanti con un j’accuse pesantissimo.
“Sto facendo un poco di pulizia tra i presunti amici di facebook perchè falsi. Mi hanno tradito persone che hanno mangiato a casa mia, dimmi tu di chi mi posso fidare”.
Il politico d’oltralpe appare più ferito dal tradimento degli amici che dall’abbandono della Lega.
La solitudine e i tradimenti non spezzano Reginaldi che andrà avanti
La solitudine e il tradimento non fermano Reginaldi che dichiara che solo il popolo elettore può giudicarlo
“Mi presenterò a casa di tutti i cittadini per chiedere la loro fiducia. Lo farò con progetti e programmi che costruiscano un futuro migliore per la città“.(ndr)
Ma è la successiva dichiarazione che, se mantenuta, aprirebbe una nuova fase nella politica del rimosso coordinatore della Lega.
“Siamo tutti liberi di esprimere pensieri e progetti. Non intendo farmi trascinare più in polemiche sterili e politiche da gossip”.
L’auspicio è che questa frase diventi il nuovo manifesto politico di Roberto Reginaldi. La speranza è di non assistere più a diatribe personali, ad aggressioni sui social nei confronti di chi evidenzia pensieri diversi. Ci sia un impegno del politico d’oltralpe a elaborare e presentare proposte e progetti per la città ed evitare di usare i social come clava per chi dissente dal suo pensiero. L’auspicio è che nelle discussioni politiche che apre giornalmente sui social e sui gruppi, e anche nella vita fisica, nel confronto personale, non si trascenda più nelle offese personali.
Questa volta è fiaccato, provato, ma l’indole lo spinge a continuare
La solitudine e i tradimenti non spezzano il politico francese trapiantato in pianura, ma questa volta è fiaccato. L’indole lo spinge a continuare ma è stato provato dal combinato disposto della rimozione da coordinatore della Lega e dalle considerazioni emerse su queste colonne.
In particolare lo ha provato, moralmente e fisicamente, l’eclissarsi di tutti quei presunti amici che lo caricavano a pallettoni in tempi di pace e che si sono dileguati in un battito di ali alle prime avvisaglie di tempi diversi.
Debordante è stato l’isolamento patito da chi ha avuto sempre vicino a prescindere. Abituato ad operare concordando preventivamente le mosse con chi detiene le leve dell’informazione ha sofferto la novità di essere incalzato e la caduta della cappa di silenzio sulle sue vicende politiche. La mancanza anche del mero sostegno morale ha fatto il resto.
Reginaldi riparte ma restano diverse questioni da chiarire
Il post evidenzia con nettezza che si presenterà al giudizio degli elettori. Roberto Reginaldi scrive che si candiderà con la Lega. Plausibile e auspicabile. Resta però da chiarire perchè andrebbe bene da consigliere e non da coordinatore.
E il silenzio assordante dei vertici sembra precludere tale opzione.E sopra tutto, dopo l’abbandono subito dal partito e dei tradimenti evidenziati di molti dirigenti della Lega, Reginaldi è realmente disponibile a restare nella Lega?
Il commissario Emanuele Forzan sta confrontandosi con tutti i dirigenti setini compresi quelli che si sono dimessi, o sono stati esclusi, dal direttivo. Improbabile che abbiano un peso i pochi fidati di Reginaldi che comunque senza il loro condottiero non saprebbero esercitare un ruolo di direzione. Ci si avvia quindi a costruire un partito “dereginalizzato”: il politico d’oltralpe riuscirà a convivere con un simile ridimensionamento?
Reginaldi deve ritrovare “Il coraggio di parlare” sui nodi amministrativi della città
Nella risposta Reginaldi evita di chiarire la vicenda degli Utu che fanno affari con i profughi e con le donne violentate, e chi sono i dirigenti e i funzionari che collaborano, gli amici dell’alta politica di maggioranza e di minoranza che li sostengono. Ma per la prospettiva del suo percorso politico, Reginaldi deve rispolverare il suo antico motto: “il coraggio di parlare”.
Chiarire la sua posizione in merito al governo Di Raimo e all’eventuale opposizione da mettere in campo. Quale è la sua idea di Sezze e come pensa di affrontare i problemi nodali della città. Roberto Reginaldi ha accumulato notizie e conoscenze su diverse spinose questioni avvenute su cui dovrebbe evidenziare lo stato dell’arte.
Gli affidamenti dello Sprar e dei Cas aperti e la gestione dei servizi sociali. La vendita del complesso del Monte Amiata, i lavori del depuratore e la gestione dell’ufficio tecnico comunale. Il passaggio da Dondi a Acqualatina, l’affidamento a A&G per la riscossione dei tributi, lo stato di solvibilità dell’ente.
Reginaldi rappresenta un pezzo di popolo e deve tutelarlo
Il politico d’oltralpe è comunque inserito nel tessuto territoriale della pianura e rappresenta un pezzo di popolo che senza Regnaldi non avrebbe nessuna voce. La capacità di Reginaldi deve essere quella di rimodulare la sua proposta politica e costruire un percorso politico amministrativo che consegua risultati tangibili e costanti per i suoi elettori. Ciò è fattibile indirizzando la sua forza comunicativa ed elettorale sulle problematiche in modo costruttivo e avendo strategicamente chiaro il campo delle coordinate. Riuscirà a farlo? E’ uno sforzo enorme per la sua personalità ma fattibile e indispensabile per conservare un ruolo di primo piano nella politica setina. E per rimarginare quelle ferite sanguinanti …



